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Caso Meredith, 19 anni dopo: ricordi e nuovi processi a Perugia

Knox, Sollecito e Guede, tra assoluzione, condanna e nuove accuse.

Diciannove anni dopo l’omicidio di Meredith Kercher, la vicenda giudiziaria continua a essere al centro dell’attenzione. La studentessa britannica, che aveva 21 anni, venne uccisa il 1° novembre 2007 nella casa di via della Pergola, a Perugia, dove viveva con altre studentesse durante il periodo di studio universitario in Italia.

L’inchiesta diede origine a una lunga serie di indagini e processi. Rudy Guede è stato condannato in via definitiva per l’omicidio e ha scontato 16 anni di reclusione. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, inizialmente accusati insieme a lui, sono stati invece definitivamente assolti dall’accusa di omicidio. Per Knox è rimasta la condanna per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, indicato all’inizio come possibile responsabile e poi riconosciuto completamente estraneo ai fatti.

Le parole di Amanda Knox

Nelle ultime settimane Amanda Knox è tornata a parlare della morte di Meredith e degli anni segnati dal procedimento penale. Ospite il 27 settembre della trasmissione Verissimo, su Canale 5, ha raccontato di essere tornata nei pressi dell’abitazione di via della Pergola. Il ritorno, ha spiegato, sarebbe servito a dire addio alla vita condivisa con l’ex coinquilina e a recuperare il ricordo dei momenti trascorsi insieme, quando Meredith leggeva sul terrazzo e lei suonava la chitarra.

Ad agosto Knox ha inoltre presentato al Fringe Festival di Edimburgo il monologo comico Amanda Knox: Cartwheel, dedicato alla propria esperienza personale e giudiziaria. La scelta ha provocato la reazione della famiglia Kercher. Stephanie Kercher, sorella della vittima, ne ha chiesto la cancellazione, contestando l’uso della comicità per affrontare una vicenda legata alla morte di Meredith. Una petizione contraria allo spettacolo ha superato le 7.700 firme. Knox ha respinto le critiche, sostenendo di non ironizzare sull’omicidio.

Il ritorno in Italia e le nuove vicende giudiziarie

Il 7 ottobre Knox ha pubblicato sui social una fotografia davanti al tribunale di Perugia, a quindici anni dalla sua assoluzione in appello. Nel messaggio ha riferito di essere tornata in Italia e di avere visitato anche altre città. Ha spiegato che per molto tempo aveva considerato gli anni trascorsi nel Paese un incubo destinato ad accompagnarla, ma di avere progressivamente modificato il proprio rapporto con l’Italia.

Anche Raffaele Sollecito ha parlato delle conseguenze del processo. Intervistato il 18 ottobre, sempre a Verissimo, ha dichiarato di sentirsi ancora condizionato dallo stigma legato all’accusa dalla quale è stato assolto. Ha poi commentato il caso Garlasco, dicendosi convinto dell’innocenza di Alberto Stasi, condannato definitivamente per l’omicidio di Chiara Poggi. In un’intervista all’Ansa del 30 settembre aveva inoltre invitato a evitare un processo mediatico nei confronti di Andrea Sempio, coinvolto nelle nuove indagini sul delitto.

Guede è ora nuovamente imputato davanti al tribunale di Viterbo per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni nei confronti dell’ex fidanzata. La donna lo aveva denunciato nell’estate del 2023, riferendo di avere subito violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Nel dicembre dello stesso anno era stato disposto il divieto di avvicinamento, con applicazione del braccialetto elettronico. Il processo si è aperto il 4 novembre 2025; nell’udienza dell’11 maggio scorso la donna ha testimoniato davanti al collegio. Guede ha sempre respinto le accuse e sostenuto la propria innocenza.