Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai, i tre attivisti imperiesi fermati dalle autorità israeliane in Cisgiordania, sono rientrati in Italia. I tre si trovavano nei territori palestinesi nell’ambito di un’iniziativa dell’International Solidarity Movement, organizzazione impegnata in azioni di solidarietà con le comunità locali.
La missione prevedeva attività di interposizione non violenta a protezione dei contadini palestinesi durante la raccolta delle olive. Gli attivisti avevano l’obiettivo di accompagnare il lavoro agricolo e documentare le condizioni vissute dalle comunità palestinesi nell’area.
Il fermo e il rimpatrio
Durante la permanenza in Cisgiordania, i tre sono stati fermati dalle autorità israeliane. Dopo lunghe ore di interrogatorio, sono stati trasferiti in carcere e successivamente trattenuti in una cella di sicurezza. Al termine della procedura è stato disposto il loro rimpatrio in Italia, insieme al divieto di rientro in Israele.
Tra le persone fermate c’era Susanna Bernoldi, storica coordinatrice dell’Aifo e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal 2020. Nel ribadire le motivazioni della missione, Bernoldi ha dichiarato: “Siamo qua perché è un dovere, è un atto di giustizia”.
La volontà di continuare
Nonostante il fermo, gli interrogatori e l’espulsione, i tre attivisti hanno confermato la volontà di proseguire il lavoro di testimonianza e documentazione sulla situazione in Palestina. L’intenzione dichiarata è mantenere l’attenzione sulle condizioni delle comunità palestinesi e sulle difficoltà affrontate durante la raccolta delle olive.
Il rientro in Italia conclude la vicenda del loro trattenimento, ma non interrompe l’impegno annunciato dai tre. Bernoldi, Romano e Vinai hanno infatti ribadito la volontà di continuare a raccontare quanto osservato sul campo attraverso iniziative non violente e attività di solidarietà.