Cordoglio e rabbia si sono intrecciati mercoledì davanti al Colosseo, dove sindacati, studenti e rappresentanti politici hanno manifestato dopo la morte di Andrea Moretti, operaio di 22 anni. Il giovane è precipitato nella notte mentre era impegnato nei lavori di illuminazione del monumento. L’episodio è stato definito un gravissimo incidente sul lavoro e ha riacceso la richiesta di verificare le condizioni di sicurezza nei cantieri e di individuare eventuali responsabilità.
Le proteste davanti al monumento
Le prime iniziative si sono svolte in tarda mattinata. Davanti all’area archeologica hanno protestato gli studenti universitari di Osa e Cambiare Rotta e gli esponenti di Potere al Popolo. Dal megafono sono state scandite parole di dolore e indignazione, tra cui il grido Non si può morire così. Le mobilitazioni hanno preceduto il presidio organizzato nel pomeriggio dalle principali sigle sindacali.
Alle 18 è iniziata la fiaccolata promossa da Cgil, Cisl e Uil. L’iniziativa è stata convocata per chiedere che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’accaduto e che siano accertate tutte le responsabilità. Tra i manifestanti sono comparsi striscioni e cartelli con messaggi contro le morti sul lavoro e contro l’idea che la sicurezza possa essere subordinata al profitto.
Sagome e caschi bianchi in memoria delle vittime
Sul marciapiede dal lato dei Fori Imperiali sono state collocate sei sagome di lavoratori senza volto. Ognuna era accompagnata da un caschetto bianco e da un cartello dedicato a diverse condizioni legate alla fatica e ai rischi professionali: dalle lunghe ore di lavoro agli straordinari, fino alla pensione mancata. Tra le scritte compariva anche Giustizia per Andrea, insieme a richiami alla tutela della vita e alla necessità di fermare quella che i manifestanti hanno definito una strage.
Nel presidio sono state esposte le bandiere dei tre sindacati confederali e diversi striscioni, tra cui Basta morti sul lavoro, La sicurezza non è un lusso, basta stragi sul lavoro e Umanità prima del profitto. La protesta ha così unito il ricordo del giovane operaio alle rivendicazioni più generali sulla prevenzione degli infortuni e sul rispetto delle tutele per chi lavora.
In seguito alla tragedia, il Colosseo resterà chiuso al pubblico anche giovedì. La disposizione è stata adottata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il provvedimento arriva mentre davanti al monumento proseguono le richieste dei lavoratori e dei manifestanti perché la ricostruzione dei fatti consenta di chiarire l’accaduto e di stabilire eventuali responsabilità.