Nuovi episodi di violenza sono stati segnalati nella Casa Circondariale di Viterbo, dove, secondo il sindacato FSA CNPP – SPP, alcuni agenti della Polizia Penitenziaria sarebbero stati aggrediti nelle ultime ore. L’organizzazione riferisce di conseguenze fisiche rilevanti per il personale coinvolto, con prognosi che, in base a quanto comunicato, supererebbero i 40 giorni.
A denunciare la situazione è Daniele Nicastrini, delegato nazionale della sigla sindacale, che descrive condizioni di lavoro sempre più difficili all’interno dell’istituto viterbese. Alla base delle criticità indicate dal sindacato ci sarebbero il sovraffollamento della popolazione detenuta e la carenza di personale in servizio.
Le condizioni di lavoro
Secondo la ricostruzione dell’organizzazione, la combinazione tra l’elevato numero di detenuti e l’organico insufficiente sottoporrebbe gli operatori a turni particolarmente impegnativi. Una situazione che, sempre stando alla denuncia, aumenterebbe l’esposizione a episodi rischiosi e inciderebbe sulla stanchezza e sulla motivazione degli agenti.
Nicastrini parla di una emergenza continua e sostiene che il personale sia costretto a operare in condizioni di precarietà e insicurezza. Il delegato chiede che vengano garantite maggiori tutele agli operatori impegnati nei reparti e richiama l’attenzione sulle conseguenze che la pressione quotidiana avrebbe sulla gestione dell’istituto.
La richiesta al Dipartimento
FSA CNPP – SPP si rivolge al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, sollecitando l’adozione di provvedimenti straordinari. L’obiettivo indicato dal sindacato è rafforzare le condizioni di sicurezza del personale e affrontare le difficoltà strutturali che, a suo giudizio, renderebbero più complesso il controllo all’interno della struttura.
Nel suo intervento, l’organizzazione respinge inoltre alcune ricostruzioni mediatiche sull’operato della Polizia Penitenziaria, definite ingiustificate e dannose per l’immagine degli agenti. Il sindacato sostiene che l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle responsabilità strutturali e amministrative legate alla gestione dell’istituto, senza colpevolizzare chi presta servizio.
La sigla avverte infine che, in assenza di risposte rapide da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, potrebbero essere avviate ulteriori iniziative di mobilitazione. La protesta, conclude il rappresentante, potrebbe quindi aumentare di intensità se non arriveranno segnali immediati.