Viterbo (VT)

Rogo di rifiuti plastici in un cantiere, denunciato a Viterbo

La nube scura ha raggiunto la Strada Teverina: contestata la combustione illecita prevista dal decreto ambientale.

Una densa colonna di fumo nero, accompagnata da un odore acre e irritante, ha allarmato i residenti di Grotte di Santo Stefano, nel comune di Viterbo. Le segnalazioni hanno portato all’intervento dei Carabinieri Forestali, che hanno individuato un rogo di rifiuti plastici all’interno di un cantiere. Gli accertamenti successivi hanno consentito di identificare una persona, denunciata per l’ipotesi di combustione illecita di rifiuti.

L’episodio si è verificato nei giorni precedenti al 2 ottobre. A chiedere l’intervento sono stati alcuni cittadini, preoccupati dalla nube scura che si stava diffondendo nella zona. I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Montefiascone hanno raggiunto il cantiere e individuato il punto dal quale si sprigionavano le fiamme.

I materiali bruciati nel cantiere

All’interno dell’area, i Carabinieri hanno trovato un ingente quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi, accumulati direttamente sul terreno e lasciati senza vigilanza. Tra i materiali presenti c’erano cartoni, imballaggi e teli plastici di diversa natura, coinvolti nel processo di combustione. Il fumo prodotto dal rogo, denso e pungente, si è propagato fino alla Strada Teverina, riducendo la visibilità e creando una situazione di potenziale pericolo per gli automobilisti.

Dopo lo spegnimento dell’incendio, i militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare le responsabilità. Le indagini dei Carabinieri Forestali di Viterbo hanno portato al deferimento di un soggetto all’Autorità giudiziaria, in relazione all’articolo 256-bis del Decreto Legislativo 152/2006. Per la combustione illecita di rifiuti non pericolosi la norma prevede la reclusione da due a cinque anni; la pena può arrivare fino a sei anni quando sono coinvolti rifiuti pericolosi, oltre alle conseguenze previste nei casi di danno ambientale.

I rischi per salute e ambiente

La combustione incontrollata di materiali plastici può liberare nell’atmosfera sostanze tossiche, soprattutto quando avviene a basse temperature. Tra gli inquinanti indicati dai Carabinieri Forestali figurano idrocarburi policiclici aromatici, furani, composti organici volatili e particolato fine e ultrafine, compresi PM10 e PM2.5. Le plastiche contenenti cloro, come il PVC, possono inoltre favorire la formazione di diossine, sostanze persistenti nell’ambiente e potenzialmente dannose per la salute.

L’inalazione dei fumi può provocare effetti irritanti e tossici, mentre la ricaduta degli inquinanti sul terreno può determinare contaminazioni del suolo e delle falde acquifere. L’episodio richiama quindi l’obbligo di raccogliere e conferire i rifiuti prodotti dalle attività lavorative attraverso filiere autorizzate. I Carabinieri Forestali invitano a segnalare situazioni sospette al 112 o al numero di pubblica utilità ambientale 1515. La persona denunciata resta sottoposta ad accertamenti e la sua eventuale responsabilità potrà essere stabilita soltanto con una sentenza definitiva.