Una dottoressa e un’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale Alessandro Manzoni sono state aggredite e ferite da un sedicenne residente in provincia di Lecco. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi, in serata, nell’area di emergenza della struttura. Il ragazzo, già conosciuto dal personale sanitario, era visibilmente agitato quando la situazione è degenerata.
La dottoressa ha riportato un’ecchimosi periorbitale dopo essere stata colpita con una testata al volto. L’infermiera ha invece subito un’ecchimosi addominale, provocata da un pugno allo stomaco. Durante l’aggressione è stato attivato il cosiddetto pulsante rosso, il dispositivo di allertamento rapido collegato alle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dal personale sanitario all’Ansa, l’assenza di un posto di polizia fisso vicino al pronto soccorso, presente in passato, rende più difficile intervenire tempestivamente in episodi di questo tipo.
Gli allarmi nelle strutture lecchesi
Il pulsante antiaggressione è in funzione sia al Manzoni sia all’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate. Nel corso del 2025 i dispositivi sono stati azionati 57 volte nelle due strutture, su un totale di 497 attivazioni registrate in Lombardia. In provincia di Lecco si è verificato quindi, in media, più di un allarme ogni sei giorni.
Il numero delle aggressioni segnalate nelle strutture dell’Asst Lecco è aumentato negli ultimi anni: dalle 56 del 2022 si è passati alle 87 del 2023, fino alle 112 del 2024. Di queste, 45 hanno avuto come teatro i pronto soccorso, considerati gli ambienti più esposti. Tra le cause indicate dall’azienda sanitaria figurano il malessere o la patologia del paziente, le aspettative disattese di utenti e familiari e la scarsa fiducia nei confronti dei professionisti.
Le misure di prevenzione
Un’indagine degli ordini professionali lecchesi, presentata a marzo, ha rilevato che il 40% degli infermieri coinvolti ha dichiarato di aver subito una forma di violenza nel 2025. Oltre un terzo ha inoltre valutato la possibilità di lasciare la professione. I dati si inseriscono in un quadro di crescente attenzione verso la sicurezza degli operatori sanitari, soprattutto nelle aree di emergenza.
Regione Lombardia ha affiancato ai dispositivi già presenti la sperimentazione di smartwatch dotati di tasto Sos. A giugno è stato inoltre previsto uno stanziamento di 400mila euro per le bodycam destinate agli operatori dei pronto soccorso e delle aree ospedaliere ritenute più a rischio. Dal 2024, sul piano penale, le violenze contro il personale sanitario sono procedibili d’ufficio, senza la necessità di una querela da parte della vittima. Nel caso avvenuto al Manzoni, il sistema di allerta è stato attivato, mentre resta aperto il tema dei tempi di arrivo delle forze dell’ordine dopo la segnalazione.