La richiesta riguarda il riavvio dell’iter di esproprio legato alla realizzazione di una maxi batteria nel territorio di Viterbo. Il progetto interessa la zona di Grotte Santo Stefano e si inserisce nel quadro delle nuove infrastrutture energetiche collegate alla crescita degli impianti da fonti rinnovabili nella Tuscia.
Gli impianti Bess, acronimo di Battery Energy Storage System, sono sistemi destinati ad accumulare energia elettrica per renderla disponibile in un momento successivo. La loro funzione è contribuire alla gestione della produzione intermittente degli impianti rinnovabili, evitando che l’energia venga dispersa quando la rete non è in grado di assorbirla immediatamente.
Il piano per Grotte Santo Stefano
Il progetto è stato redatto dalla società Legaccione Srl e prevede una capacità di 201,6 megawatt. Accanto alla batteria, il piano comprende un cavidotto interrato con tensione di 150 kilovolt e una sottostazione condivisa, destinata a collegare l’impianto alla futura stazione elettrica Viterbo380, prevista in località Piscinale.
Per la costruzione dell’impianto e delle opere connesse sarebbero interessate aree classificate soprattutto come seminativi e uliveti. Tra i terreni coinvolti figurano anche proprietà per le quali compare l’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Grotte Santo Stefano. È proprio in questo contesto che si colloca la richiesta di riattivazione della procedura espropriativa.
La procedura autorizzativa
La società ha presentato la domanda di autorizzazione unica nel marzo 2024. Successivamente, il ministero ha avviato il 3 giugno 2025 la procedura relativa al vincolo. Il progetto si aggiunge alle numerose richieste per la realizzazione di impianti fotovoltaici nel territorio della Tuscia, area indicata da recenti studi come la provincia italiana con il maggiore consumo di suolo, con quasi mille ettari di terreni agricoli occupati dai pannelli.
La vicenda riporta quindi al centro il tema della trasformazione del territorio viterbese, tra l’esigenza di potenziare la rete e sostenere la produzione da fonti rinnovabili e l’impatto delle nuove opere su terreni agricoli, uliveti e aree soggette a uso civico.