Il Comune di Cascina ha trasmesso alla Prefettura di Pisa il progetto per ampliare la rete di videosorveglianza sul territorio. Il piano dovrà ora essere esaminato e approvato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nell’ambito delle iniziative previste dal Patto per la Sicurezza.
L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa e predatoria, attraverso nuovi strumenti tecnologici a supporto del presidio urbano. Il progetto prevede 14 postazioni, distribuite tra Cascina capoluogo e Navacchio, nelle aree considerate più esposte per flussi di traffico, criticità o potenziale degrado.
Un varco sulla Fi-Pi-Li
Tra gli elementi ritenuti più rilevanti dall’amministrazione c’è l’installazione di un sistema per la lettura automatica delle targhe alla rotatoria in corrispondenza dello svincolo della Fi-Pi-Li. Il dispositivo consentirebbe di monitorare i veicoli in ingresso, in uscita e in attraversamento, fornendo alle Forze dell’Ordine informazioni utili per l’analisi dei flussi e per le attività di prevenzione.
Secondo quanto riferito dal sindaco Michelangelo Betti, l’amministrazione ha rinnovato la richiesta di ampliamento della rete dopo aver presentato una proposta anche l’anno precedente. In quell’occasione il Comune era stato inserito in graduatoria, ma non aveva raggiunto una posizione utile per ottenere il finanziamento. Il progetto è stato quindi aggiornato e integrato in vista della nuova procedura ministeriale.
La ripartizione delle postazioni
Le telecamere sono previste in piazza Cavallini, nella zona Poste-Misericordia-Carabinieri, al parco di via Comaschi, alla rotatoria dell’uscita della superstrada e in via La Malfa. Altri punti indicati nel piano sono via Oristano, via Achille Grandi, via Pastore, via San Donato, via Profeti, via Novella, via Brodolini, via Don Francesco Soldaini e via Piantalbis.
La struttura della rete sarà composta da 13 telecamere di contesto e da un varco per la lettura delle targhe. L’intervento avrebbe un costo complessivo di circa 130.000 euro. La proposta prevede una compartecipazione finanziaria: il 20 per cento sarebbe a carico del Comune, mentre l’80 per cento dovrebbe essere coperto da fondi ministeriali.
Il progetto punta così ad accedere alle risorse destinate agli interventi di sicurezza urbana e a migliorare la capacità di controllo dei punti di accesso e di transito. L’eventuale realizzazione delle opere resta subordinata all’esito dell’istruttoria e all’approvazione degli organismi competenti.