Daniele Meucci è tornato dal campionato europeo di Birmingham con una prestazione al di sotto delle aspettative, ma anche con la consapevolezza di aver costruito una carriera lunga e significativa. Il maratoneta originario di Cascina ha chiuso la gara al 23esimo posto, fermando il cronometro sul tempo di 2 ore, 14 minuti e 33 secondi.
La prova britannica ha rappresentato la 40esima presenza in Nazionale per Meucci e l’ottava partecipazione ai Campionati Europei. La prima risaliva al 2006, mentre il risultato più importante nella rassegna continentale era arrivato a Zurigo, nel 2014, con la conquista del titolo europeo nella maratona.
Una gara condizionata dal percorso
Il risultato di Birmingham è stato condizionato soprattutto dalle caratteristiche del tracciato. Meucci ha descritto il percorso come uno dei più impegnativi affrontati in carriera: un anello di cinque chilometri con poche sezioni pianeggianti, numerose curve e una successione di salite e discese.
Il corridore ha spiegato di aver avuto qualche difficoltà già nelle fasi iniziali, perdendo il contatto con il gruppo principale. Il tentativo di rientrare non ha prodotto gli effetti sperati e, per un lungo tratto, l’atleta si è trovato a correre da solo. Una situazione che, secondo Meucci, ha inciso sul rendimento finale, anche perché il tracciato non era particolarmente adatto alle sue caratteristiche.
Il futuro ancora da decidere
A 41 anni, Meucci non ha ancora deciso se proseguire l’attività agonistica. Il maratoneta ha ammesso di essere vicino al tramonto della carriera e di dover individuare un nuovo obiettivo capace di motivarlo. Gli Europei, ha raccontato, sono stati uno stimolo importante per affrontare la preparazione, ma ora sarà necessario capire se esistono ancora le condizioni fisiche per competere ai massimi livelli.
La decisione, però, non è imminente. Meucci ha ricordato di aver raggiunto traguardi per i quali molti atleti firmerebbero e di essere soddisfatto del percorso compiuto, pur riconoscendo alcuni possibili rimpianti. Tra questi, la scelta di essersi concentrato per diversi anni sulla maratona continuando a mantenere l’attenzione sui 10mila metri, oltre al cambio di allenatore avvenuto in passato.
Tra gli aspetti più importanti della sua esperienza c’è anche il rapporto con i giovani della Nazionale. Dopo la gara, Pietro Riva, medaglia d’argento nella competizione, gli avrebbe riconosciuto il ruolo di esempio. Un attestato che Meucci considera significativo, non soltanto per i risultati sportivi, ma anche per il percorso personale: dopo la laurea a Pisa ha infatti conseguito un dottorato.
Il campionato di Birmingham ha inoltre offerto all’atletica italiana una ribalta particolare. L’Italia ha chiuso al primo posto nel medagliere europeo, risultato che Meucci ha interpretato come una rivincita morale rispetto alla centralità riconosciuta abitualmente al calcio. Il riferimento era alle parole del presidente della Figc Gabriele Gravina sul diverso status professionistico degli sport. Meucci ha sottolineato i sacrifici richiesti all’atletica e ha ricordato che, in caso di ritiro, dovrebbe comunque tornare a lavorare, non potendo contare su una rendita.