Finisce senza reti la prima gara ufficiale dell’Atalanta nella nuova stagione. Contro l’Hapoel Tel Aviv, la squadra bergamasca non è riuscita a costruire una prestazione convincente e ha chiuso sullo 0-0 davanti a circa ventimila spettatori. Il pubblico ha mostrato perplessità per il gioco proposto, ancora lontano dalle idee del nuovo allenatore Maurizio Sarri dopo circa quaranta giorni di preparazione.
La partita è stata caratterizzata da molti falli e da un ritmo spezzettato. Gli spalti hanno contestato soprattutto l’arbitro spagnolo Alberola Rojas, accusato dai presenti di aver adottato un metro poco severo nei confronti degli israeliani. I numerosi interventi non sanzionati con il cartellino hanno finito per produrre più calci che occasioni da rete, contribuendo a una gara poco spettacolare.
Un debutto complicato per Kristensen
Tra gli episodi più discussi c’è stato l’avvio di Thomas Thiesson Kristensen. Il difensore danese, alto 192 centimetri, è entrato in campo dopo l’infortunio di Scalvini, ma ha iniziato la partita con due episodi complicati. Prima ha perso un duello aereo contro un avversario molto più basso, poi si è scontrato con Carnesecchi durante un’uscita del portiere. Un esordio che ha destato preoccupazione tra i presenti, anche se con il passare dei minuti il giocatore si è assestato, guadagnando una prova sufficiente.
A salvare il risultato è stato anche Marco Carnesecchi, autore di alcuni interventi importanti e imbattuto da tre partite. Dopo le amichevoli contro Schalke e Athletic Bilbao, il portiere non ha subito gol nemmeno nella prima sfida ufficiale. È uno degli aspetti positivi sottolineati da Sarri nel dopopartita, in una squadra che dovrà però aggiungere maggiore qualità e continuità alla fase difensiva.
Le scelte sui veterani
La gara ha offerto indicazioni significative anche sulle gerarchie del nuovo ciclo. Martèn de Roon e Kolasinac sono rimasti in panchina fino alla conclusione, mentre Pasalic è entrato soltanto nell’ultimo quarto d’ora. Sarri ha effettuato quattro sostituzioni, senza intervenire ulteriormente nonostante la prestazione negativa della squadra. Le decisioni riaprono il tema del ruolo dei giocatori che hanno rappresentato l’ossatura dell’Atalanta negli ultimi anni.
Dopo l’addio di Toloi, il gruppo ha salutato anche Berat Djimsiti, che lascia Bergamo dopo otto anni e mezzo e 334 presenze. La sua partenza si inserisce in un ricambio già evidente e rende più delicata la posizione degli altri veterani. De Roon resta indicato come possibile capitano, ma l’esclusione nella gara d’esordio mostra quanto siano cambiate le prospettive nel nuovo corso. Il mercato potrebbe ancora modificare gli equilibri, mentre l’Atalanta dovrà lavorare per trasformare la solidità difensiva in un gioco più incisivo.