La giornata di sciopero internazionale dei porti ha coinvolto, secondo quanto riferito dal sindacato, 113 scali in tutto il mondo. Tra gli obiettivi della mobilitazione indicati da Usb Livorno c’è la protesta contro il traffico di armi attraverso porti civili.
Il sindacato ha rivendicato la partecipazione della città alla giornata di lotta, sottolineando il ruolo dello scalo di Livorno nel contrasto al transito di armamenti. La posizione espressa dall’organizzazione è netta: le strutture portuali civili non dovrebbero essere utilizzate per movimentare materiale bellico.
La posizione dell’Usb
Nella nota diffusa al termine della mobilitazione, Usb Livorno ha ricordato che la città avrebbe recentemente bloccato un’altra nave carica di armi e diretta verso la base militare di Sigonella. Il testo non fornisce ulteriori dettagli sull’imbarcazione né sulle modalità del blocco, ma collega l’episodio alla più ampia contestazione contro il traffico di armamenti nei porti.
Il sindacato ha descritto la protesta come una scossa alla città e ha fatto sapere che l’iniziativa non sarebbe destinata a esaurirsi con la giornata di sciopero. La mobilitazione, nelle intenzioni dell’organizzazione, proseguirà quindi sul tema dell’utilizzo dei porti civili e del loro possibile coinvolgimento nella movimentazione di armi.
Nel comunicato, Usb Livorno ha infine ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita della giornata di lotta. Il messaggio conclude la presa di posizione sindacale ribadendo la volontà di continuare la campagna contro la presenza e il transito di armamenti nello scalo.