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Sciopero del 30 ottobre, treni e bus verso il servizio regolare

L'ordinanza ministeriale non convince Usb: annunciata l'adesione nei trasporti e cortei in oltre cinquanta città

Sciopero del 30 ottobre, treni e bus verso il servizio regolare

La precettazione disposta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini non ha spento la mobilitazione proclamata per il 30 ottobre. L’ordinanza impone il differimento dello sciopero nel settore dei trasporti, inserito nella protesta generale promossa da Usb con l’adesione di Cobas Pt Usb, Sindacato Sociale di Base, Sudd Cobas e Fi-Si. Il provvedimento è stato adottato in riferimento alla norma che vieta gli scioperi nei due giorni precedenti e nei due successivi a una festività, in questo caso la commemorazione dei Defunti del 2 novembre.

Le garanzie delle aziende

Il gruppo Fs ha assicurato che i treni circoleranno secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Indicazioni analoghe sono arrivate dalle aziende del trasporto pubblico locale, che hanno comunicato il mantenimento dell’operativo ordinario. Atac ha confermato la regolarità del servizio anche sulla rete Cotral e sui collegamenti gestiti dagli operatori privati Autoservizi Troiani Sap, Autoservizi Tuscia Bis e Atr.

Le rassicurazioni delle aziende, tuttavia, non coincidono con la posizione di Usb. Il sindacato ha ribadito che lo sciopero generale resta confermato per tutti i settori, trasporti compresi, insieme agli appuntamenti nelle piazze. Sono previste manifestazioni in oltre 50 città, soprattutto durante la mattinata, a partire da Roma, Milano, Napoli e dagli altri capoluoghi di regione.

La contestazione di Usb

L’organizzazione sindacale sostiene che i propri delegati aderiranno alla protesta, anche assumendosi il rischio di sanzioni amministrative e di possibili contestazioni disciplinari da parte delle aziende. Per i lavoratori che parteciperanno, Usb ha annunciato assistenza legale. Le sanzioni economiche indicate possono variare da 500 a 1.000 euro.

La mobilitazione riguarda anche agricoltura, lavoratori portuali e sanità. Per il personale delle attività ferroviarie e delle autostrade l’astensione è prevista dalle 21 del 29 ottobre; nel comparto sanitario, invece, dovrebbe iniziare con il primo turno del 30 ottobre e concludersi alla fine dell’ultimo turno della giornata. Usb descrive la protesta come una giornata contro il carovita, il caroenergia, le politiche del Governo Meloni e quella che definisce repressione delle proteste di giovani e lavoratori. Il sindacato ha inoltre collegato l’iniziativa alle mobilitazioni contro il traffico di armi nei porti, indicando il coinvolgimento di più di 100 scali in 17 Paesi.

Alla base della disobbedienza alla precettazione, secondo Usb, c’è anche il richiamo a un pronunciamento pubblicato a marzo dal Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa. L’organizzazione sostiene che il documento abbia evidenziato l’incompatibilità di alcune restrizioni allo sciopero previste in Italia con la Carta sociale europea, sottoscritta dal nostro Paese. Per il sindacato, il riferimento alla franchigia sarebbe quindi ingiustificato e non terrebbe conto della situazione di lavoratori e cittadini.

In vista della giornata di protesta resta inoltre attivo il blocco dei diesel Euro 5, previsto dal semaforo arancio entrato in vigore il giorno precedente a causa dell’inquinamento. Le limitazioni, inizialmente annullate in concomitanza con lo sciopero generale, rimangono operative dopo la precettazione. Per le autovetture il divieto riguarda i diesel Euro 5 tutti i giorni, festivi compresi, dalle 8 alle 19; negli stessi orari, nel fine settimana, si applica anche ai diesel Euro 3 ed Euro 4. Per i veicoli destinati al trasporto merci sono interessati i diesel Euro 3, Euro 4 ed Euro 5. Le restrizioni comprendono anche i veicoli aderenti al servizio MoveIn. Un nuovo aggiornamento, basato sui dati previsionali del PM10, è previsto per il 30 ottobre.