A dieci anni dal terremoto del 2016, in Umbria è stato completato il 64,7 per cento dei cantieri della ricostruzione privata avviati. Si tratta di 2.625 interventi su 4.054, con la liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori. I contributi concessi ammontano complessivamente a 1,64 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati raggiungono quota 1,09 miliardi.
I dati sono stati elaborati dall’Ufficio speciale ricostruzione Umbria sulla base delle informazioni relative agli interventi privati e dei numeri diffusi dalla Struttura commissariale per la parte pubblica. Le domande presentate sono state 5.577: 4.081 sono state accolte, mentre 1.070 sono state respinte o archiviate su richiesta degli interessati. I contributi richiesti ammontano a 2,22 miliardi di euro.
Ricostruzione privata e interventi pubblici
La ricostruzione leggera registra 2.107 cantieri conclusi, pari all’89 per cento di quelli avviati. Più lento il percorso della ricostruzione pesante, con 518 lavori terminati, circa il 31 per cento dei cantieri avviati. L’indice complessivo di attuazione delle procedure di competenza dell’Usr Umbria è pari al 92 per cento.
Sul fronte della ricostruzione pubblica sono stati finanziati 574 interventi per oltre 830 milioni di euro. Il 97,5 per cento risulta avviato, almeno con la nomina del responsabile unico del procedimento o con il raggiungimento di successive fasi amministrative. A queste risorse si aggiungono oltre 153 milioni di euro destinati a 194 interventi su edifici di culto e beni culturali, con 38 lavori ultimati e 56 ancora in corso.
I cantieri ancora aperti
Nei comuni del Super Cratere, le domande accolte sono 415 a Cascia, pari all’85 per cento del totale, 1.322 a Norcia, il 73 per cento, e 182 a Preci, il 78 per cento. Tra gli interventi conclusi figurano la riapertura della basilica di San Benedetto, del teatro civico e degli edifici comunali di Norcia, oltre al municipio di Palazzo Frenfanelli e alla chiesa di San Francesco a Cascia.
Restano aperti diversi cantieri strategici. A Norcia proseguono i lavori per la caserma dei carabinieri, il museo della Castellina e il complesso monumentale di San Francesco. Avanzano anche gli interventi sull’abbazia di Sant’Eutizio a Preci e sulla ricostruzione di Castelluccio di Norcia, dove è prevista una piastra di fondazione con 300 isolatori sismici. A Cascia sono in corso le demolizioni dei vecchi edifici destinati al nuovo polo scolastico, mentre per quello di Norcia è stata individuata una nuova impresa esecutrice.
Nel quadro degli interventi finanziati rientrano anche 4,2 milioni di euro provenienti dalle donazioni tramite Sms, destinati alla realizzazione di 12 centri di comunità. Le opere ancora da completare riguardano quindi abitazioni, servizi pubblici, scuole, luoghi di culto e beni culturali, con l’obiettivo di accompagnare il ritorno delle comunità nei territori colpiti dal sisma.
Le iniziative per il decennale
Le cerimonie per il decennale del terremoto si svolgeranno venerdì in Valnerina. La giornata inizierà alle 9 con l’inaugurazione del nuovo ospedale di Norcia. Al Digipass sono quindi previste la presentazione di un video e di un volume dedicati al periodo 2016-2026 e le iniziative collegate alla mostra Oro e Terra. Il Rinascimento della Valnerina.
Alle 11.15 è in programma un concerto della Banda musicale nazionale del Corpo dei vigili del fuoco. Nel primo pomeriggio si terranno le visite ai cantieri della piazza di Preci e dell’abbazia di Sant’Eutizio. Alle 15.15 sarà inaugurato l’ospedale Santa Rita di Cascia, mentre la giornata si concluderà alle 17 nella basilica di San Benedetto a Norcia con una preghiera vespertina.
In una nota, la presidente della Regione Stefania Proietti ha sottolineato che l’avanzamento della ricostruzione si misura anche attraverso il numero di abitazioni restituite alle famiglie, la ripresa delle attività e il ritorno dei servizi. La presidente ha ringraziato l’Ufficio speciale ricostruzione, la Struttura commissariale, i Comuni e gli altri soggetti coinvolti, indicando in sicurezza, salute, scuola e lavoro le condizioni per il futuro dei territori.