Ponte san nicolo' (PD)

Ponte San Nicolò, nuovi parroci per San Leopoldo e Rio

Don Gino lascia dopo tre anni; l’amministrazione richiama il valore del dialogo durante il cambio di incarichi.

Ponte San Nicolò accoglie due nuovi incarichi alla guida delle comunità parrocchiali del territorio. Nel mese di ottobre don Daniele Cognolato è entrato nella parrocchia di San Leopoldo Mandic, affiancando questo impegno alla guida della parrocchia di San Nicola, che segue dal 2020. Don Sebastiano Bertin ha invece preso possesso della parrocchia dei Santi Antonio e Carlo di Rio.

I cambiamenti rientrano nel percorso di riorganizzazione e collaborazione pastorale promosso dalla Diocesi di Padova. L’obiettivo è favorire una maggiore cooperazione tra le comunità, mantenendo al tempo stesso le rispettive identità e la storia dei singoli territori.

I nuovi incarichi

Originario di Campagnola di Brugine, don Daniele Cognolato è stato ordinato sacerdote nel 2008. Prima di diventare parroco di San Nicola, nel 2020, ha svolto il servizio di vicario parrocchiale in diverse comunità della diocesi, tra cui Campodarsego, Solesino, Vigonza e Tencarola. Con il nuovo incarico seguirà anche San Leopoldo Mandic, in un cammino di collaborazione tra le due parrocchie.

Don Sebastiano Bertin, nato nel 1990, affianca all’attività pastorale un impegno nella formazione e nello studio teologico. Ha conseguito la licenza e il dottorato all’Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina di Padova, dove svolge attività di docenza, e insegna anche alla Facoltà Teologica del Triveneto. È autore di contributi su temi teologici e liturgici.

Il saluto a don Gino

I due sacerdoti subentrano a don Gino Masiero, che per tre anni ha svolto il ruolo di amministratore parrocchiale delle comunità di San Leopoldo e Rio. Il suo trasferimento è stato richiamato dal sindaco Gabriele De Boni, che ha espresso il proprio ringraziamento per il servizio svolto e il dispiacere per la partenza.

«Da quanto ho compreso, si è trattato di una decisione della Curia, maturata anche alla luce di alcune segnalazioni, e non di una sua scelta personale», ha affermato il sindaco. De Boni ha inoltre ricordato che, nell’ultima omelia, don Gino avrebbe fatto riferimento a voci infamanti, auspicando rispetto e responsabilità nei momenti di confronto.

Nel testo viene infine riportata l’ipotesi che sulla partenza del sacerdote abbia inciso anche il rapporto con la comunità di Rio. Secondo questa ricostruzione, una parte dei fedeli non si sarebbe più riconosciuta nel suo operato, ritenuto troppo individualista e non sufficientemente condiviso con la collettività. Il sindaco ha rivolto a don Gino l’augurio di proseguire serenamente il proprio cammino sacerdotale e ai nuovi parroci quello di buon lavoro.