Pisa potrebbe diventare un laboratorio per applicare il modello della città dei 15 minuti, una visione urbanistica che punta a rendere raggiungibili i principali servizi quotidiani a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico. La proposta è stata rilanciata da Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, durante un confronto organizzato nell’ambito del percorso Toscana 2050 all’Internet Festival.
All’incontro ha partecipato anche Carlos Moreno, urbanista e docente alla Sorbona di Parigi, tra i principali divulgatori del modello della città dei 15 minuti. Secondo Mazzeo, l’obiettivo sarebbe applicare questa impostazione a Pisa e trasformare l’esperienza in un riferimento per la Toscana e per il resto d’Italia, anche attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale.
Il futuro dell’area Santa Chiara
Tra i primi ambiti indicati come banco di prova c’è quello legato al trasferimento dell’ospedale a Cisanello e al futuro del complesso di Santa Chiara. L’area, con la perdita progressiva delle funzioni sanitarie, potrebbe essere ripensata come un quartiere aperto e vissuto, con abitazioni accessibili, spazi culturali, verde e servizi.
La scelta, nelle intenzioni illustrate da Mazzeo, dovrebbe essere accompagnata da strumenti capaci di prevedere gli effetti delle diverse soluzioni. L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a valutare l’accessibilità dei quartieri e la distanza dai servizi, aiutando a individuare le zone nelle quali le opportunità risultano più difficili da raggiungere.
La proposta parte dalle caratteristiche del territorio pisano, descritto come abbastanza contenuto da mantenere una dimensione vicina ai cittadini e, allo stesso tempo, dotato di una rete articolata di competenze e infrastrutture. Nell’elenco figurano Università di Pisa, Scuola Sant’Anna, Scuola Normale, Cnr, sanità, aeroporto, ferrovia, imprese innovative, patrimonio culturale e litorale.
Servizi pubblici e verde come infrastruttura
L’idea è costruire una mappa capace di mostrare, per ogni quartiere, i tempi necessari per raggiungere una scuola, una farmacia, un medico, un parco o un negozio. In questa prospettiva, la periferia non coinciderebbe necessariamente con la distanza dal centro, ma con la lontananza dalle opportunità e dai servizi.
Un altro tema affrontato nel confronto è quello dell’intelligenza artificiale civica. Mazzeo ha prospettato un’amministrazione pubblica in grado di comprendere le richieste espresse dai cittadini con un linguaggio semplice, individuando il servizio adeguato e predisponendo, quando possibile, gli adempimenti necessari. Nei casi più complessi, il sistema dovrebbe mettere la persona in contatto con un operatore, senza sostituire il rapporto umano.
Nel percorso Toscana 2050 è stato inoltre discusso il rapporto tra insediamenti urbani e natura. Il riferimento indicato è il parco di San Rossore, considerato parte di una possibile strategia nella quale il verde non sia un elemento aggiunto alla fine di un progetto, ma una vera infrastruttura urbana.
Tra gli interventi citati figurano percorsi ombreggiati tra scuole, parchi e quartieri, suoli permeabili, recupero dell’acqua piovana e piazze utilizzabili anche nei mesi più caldi. L’ipotesi è cambiare anche i criteri di valutazione: non solo il numero di alberi piantati o i metri quadrati riqualificati, ma l’ombra prodotta e il numero di persone tornate a frequentare gli spazi. In questo quadro, Santa Chiara potrebbe diventare il primo laboratorio della nuova impostazione.