Omegna (VB)

Monte Zuoli a Omegna, sei mesi dopo la tromba d’aria

Marco Tagliaferri segnala alberi a terra, sentieri interdetti e nastri di sicurezza ancora presenti nell’area verde.

Le condizioni del Monte Zuoli, a Omegna, sono al centro delle osservazioni di Marco Tagliaferri, ex presidente del quartiere di Bagnella. A sei mesi dalla tromba d’aria che ha colpito l’area, secondo Tagliaferri gli alberi abbattuti non sono ancora stati rimossi, mentre il passaggio sospeso resta chiuso e alcuni percorsi sono delimitati dai nastri biancorossi.

«La sensazione è quella di un luogo dimenticato», sostiene l’ex presidente, che richiama l’attenzione sulla manutenzione ordinaria degli spazi pubblici. Per Tagliaferri, la qualità di un’amministrazione si misura anche dalla cura del verde e dalla possibilità di garantire aree accessibili, ordinate e sicure a residenti e visitatori. Il Monte Zuoli viene descritto come un balcone naturale sul lago e come un bosco a pochi passi dal centro cittadino.

Le potenzialità dell’area

Nel suo intervento, Tagliaferri evidenzia anche le potenzialità ricreative e turistiche del luogo. L’area potrebbe accogliere un’attività all’aperto più semplice e accessibile, non limitata agli sportivi e alle pratiche come corsa, ciclismo o arrampicata. Il riferimento è alla visione di recupero del sito sviluppata decenni fa dalla Pro Senectute e alle iniziative che hanno contribuito a valorizzarlo, tra cui il percorso vita.

Tra le ipotesi citate c’è anche la Torta in Cielo, dedicata a Gianni Rodari, che secondo l’ex presidente potrebbe ospitare feste, eventi e iniziative culturali in un contesto naturale. Tagliaferri indica inoltre la possibilità di inserire il Monte Zuoli in un itinerario con altri luoghi della città, come gli gnomi del Mastrolino e il Paese dei Gatti, collegando passeggiate, attrazioni e occasioni di visita.

Sicurezza e manutenzione

Tagliaferri afferma di non sapere a chi spetti l’intervento né quali siano le difficoltà tecniche e le risorse necessarie. Riconosce che, dopo una tromba d’aria, siano indispensabili verifiche e garanzie di sicurezza, ma considera eccessivo il tempo trascorso con alberi abbattuti, percorsi chiusi e nastri di delimitazione ancora presenti.

La richiesta, conclude, è di ripartire dalla cura di ciò che già esiste prima di pensare a nuovi progetti. L’auspicio è che il Monte Zuoli non venga considerato un luogo perso o irrecuperabile, ma possa tornare a essere uno degli spazi più significativi e potenzialmente attrattivi della città.