Parma conta 14 aree produttive dismesse e si colloca al quarto posto in Emilia-Romagna per numero di siti censiti. Il dato è emerso durante il convegno regionale Suolo, natura, territorio, ospitato al Tecnopolo Dama di Bologna, nel corso del quale sono stati presentati i numeri del Rapporto Ispra-Snpa 2026 sul consumo di suolo nel 2025 e l’aggiornamento dell’Osservatorio regionale delle aree produttive e dismesse, realizzato insieme ad Art-ER.
La mappa dei siti inutilizzati
La ricognizione regionale individua complessivamente 412 aree dismesse, 94 in più rispetto al 2023. In testa alla graduatoria c’è la provincia di Bologna, con 37 siti, seguita da Modena con 21 e da Parma con 14. Il censimento non indica necessariamente dismissioni avvenute negli ultimi anni, ma fotografa la presenza sul territorio di spazi produttivi non più utilizzati.
Queste aree possono rappresentare una risorsa per le politiche di rigenerazione urbana e di riuso, consentendo di recuperare spazi già urbanizzati senza occupare nuovo terreno. Rispetto alla precedente rilevazione, 23 aree, per una superficie complessiva di circa 81 ettari, sono state rigenerate o riqualificate. Il recupero, viene precisato, non coincide necessariamente con la rinaturalizzazione dei terreni.
Il consumo di terreno nel 2025
Sul fronte del consumo di suolo, l’Emilia-Romagna risulta prima in Italia per quota di nuovo consumo compensata dai ripristini, pari al 23,4% contro una media nazionale del 7,3%. Nel 2025 sono stati recuperati 109 ettari, mentre 466 ettari sono stati interessati da nuove trasformazioni. Per superficie rinaturalizzata la regione è seconda soltanto alla Lombardia, che ha raggiunto 111 ettari.
Circa l’87% delle trasformazioni è considerato reversibile, perché collegato a cantieri, escavazioni e impianti rimovibili. Il consumo permanente, riferito a edifici, piazzali e strade asfaltate, ammonta invece a 59 ettari: una superficie inferiore ai 109 ettari restituiti alla naturalità. Considerando anche gli interventi reversibili, tuttavia, il saldo netto regionale resta negativo per 357 ettari.
Il quadro nazionale evidenzia una situazione ancora più critica. Nel 2025 in Italia sono stati consumati 10.243 ettari di nuovo suolo, il 22,4% in più rispetto all’anno precedente, con un saldo netto di 9.497 ettari, il valore più alto dal 2012.
L’assessora regionale Irene Priolo ha definito significativi il primo posto nazionale dell’Emilia-Romagna e i 109 ettari recuperati, sostenendo che la legge urbanistica, concluso il periodo transitorio, inizi a produrre risultati. La stessa assessora ha però sottolineato che il saldo complessivo resta sfavorevole e che occorre rafforzare gli interventi su rigenerazione urbana, riuso degli edifici e recupero delle aree dismesse.