Pistoia (PT)

Pistoia, due milioni per la cassa contro gli allagamenti

Tra Chiazzano, Nespolo e Il Chiodo previsti nuovi invasi, adeguamenti e opere sul reticolo dei fossi.

Due milioni di euro, interamente finanziati dalla Regione Toscana, consentiranno di avviare l’iter per una nuova cassa di espansione tra Chiazzano, Nespolo e Il Chiodo, nel territorio comunale di Pistoia. L’intervento dovrà passare dalla gara d’appalto prima di arrivare alla fase dei lavori e comprende anche il potenziamento della cassa già realizzata nel 2010.

Il finanziamento è stato annunciato dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika, che ha definito l’opera attesa da anni e destinata a ridurre il rischio di esondazioni nella Piana Pistoiese. La disponibilità delle risorse permette di procedere con la progettazione esecutiva e con le successive procedure per l’affidamento dei lavori.

Il sistema dei fossi e le criticità

La zona è attraversata dal fosso Acqualunga, collettore principale del sistema, e dagli affluenti Bottaio, Ronciona e Buraccia. I corsi d’acqua raccolgono le piogge provenienti dall’area compresa tra il torrente Bure e la ferrovia Firenze-Viareggio, dove si trova la zona industriale di Sant’Agostino, caratterizzata da ampie superfici impermeabilizzate. Dopo il passaggio sotto la ferrovia, i fossi raggiungono via Pratese.

In questo tratto l’Acqualunga scorre tra muri di sponda, sezioni intubate sotto le abitazioni e numerosi attraversamenti. Durante le precipitazioni più intense l’acqua supera gli argini e raggiunge la strada e le aree circostanti, fino al rilevato di via Toscana. La relazione tecnica richiama gli effetti dell’alluvione del 16 settembre 2016 al Chiodo e dell’esondazione del 15 dicembre 2022.

Il punto considerato più problematico dai tecnici è il fosso Bottaio, lungo via Pratese. L’alveo è quasi pianeggiante e compreso tra la strada e le proprietà private, rendendo molto difficile un suo ampliamento. Anche la cassa esistente del Chiodo ha evidenziato alcuni limiti: durante gli ultimi eventi l’acqua ha superato gli argini a monte della paratoia di valle, riversandosi su via Croce Acqualunga. A complicare il deflusso contribuisce inoltre il vecchio tracciato dell’Acqualunga, dove si accumulano depositi e ristagni.

Gli interventi previsti

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica, predisposto dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno con progettista l’ingegner Luca Sichi, prevede tre interventi principali. La cassa del Chiodo sarà modificata con il rialzo degli argini e il rinforzo di quello meridionale. È previsto anche un troppo pieno, cioè uno scarico di emergenza, che riporterà l’acqua nell’Acqualunga a valle della paratoia. Il fondo dell’invaso sarà ripulito e abbassato di circa 40 centimetri su una superficie di 8.800 metri quadrati, così da recuperare capacità. Saranno realizzate anche due piccole aree umide.

Il secondo intervento riguarda il Bottaio, che sarà deviato direttamente nella cassa attraverso la chiusura del tratto oggi prolungato lungo via Pratese. All’interno dell’invaso sarà costruito un canale arginato per convogliare le portate ordinarie nell’Acqualunga senza disperderle nella cassa, mentre uno scarico di sicurezza gestirà le situazioni di emergenza.

La nuova cassa sorgerà tra l’invaso esistente e via Pratese, su una superficie di circa 9.800 metri quadrati. L’area sarà scavata fino a una profondità compresa tra uno e 1,30 metri e circondata da argini. Il riempimento avverrà attraverso uno sfioratore lungo 10 metri sull’Acqualunga, quando il livello dell’acqua lungo via Pratese arriverà a circa 30 centimetri dal piano stradale. Sul vecchio tracciato dell’Acqualunga e sul Bottaio saranno installate valvole antiriflusso.

Dei fondi stanziati, circa 1,15 milioni di euro sono destinati ai lavori, compresi gli oneri per la sicurezza. Sono previsti inoltre 360mila euro per l’acquisizione dei terreni, in parte regionali e in parte privati, dove dovranno essere demoliti una rimessa agricola e un pozzo. Altri 70mila euro serviranno a spostare una linea elettrica di bassa tensione lungo via Croce Acqualunga.

Prima degli scavi sarà necessaria una bonifica bellica: le indagini svolte nel gennaio 2025 hanno rilevato dieci anomalie ferromagnetiche nel sottosuolo. Il percorso era iniziato con i sopralluoghi del dicembre 2023 insieme a residenti, Comune e Regione. Il 19 febbraio 2024 erano state presentate ai cittadini le alternative progettuali, mentre nel maggio dello stesso anno il Comune di Pistoia aveva espresso parere favorevole. L’opera finanziata rappresenta il primo lotto di un progetto più ampio, che comprende anche un canale scolmatore verso sud e ulteriori aree di contenimento.