Il tema della chiusura del ciclo dei rifiuti torna al centro del dibattito politico in Toscana. A riaprire la discussione è Marta Logli, consigliera regionale del Partito democratico subentrata a Matteo Biffoni dopo la sua elezione a sindaco. La rappresentante del Pd richiama le difficoltà del territorio pratese, dove imprese e cittadini devono sostenere costi elevati legati alla gestione e al conferimento degli scarti.
La proposta del Pd
Secondo Logli, la Toscana centrale dovrebbe interrogarsi sulla possibilità di realizzare un impianto di recupero energetico di ultima generazione. L’obiettivo indicato è ridurre il ricorso al conferimento in discarica, considerato costoso e poco sostenibile, e completare il ciclo dei rifiuti nell’ambito territoriale di riferimento.
La consigliera regionale ricorda che nella legislatura precedente è stato approvato un piano regionale per l’economia circolare. A suo giudizio, Prato e il suo territorio hanno già dato un contributo significativo e ora sarebbe necessario un coordinamento nell’ambito dell’Ato Toscana Centro, così da affrontare il problema nell’interesse di cittadini e imprese. La proposta viene inserita nel quadro più ampio della riduzione dei rifiuti, del recupero dei materiali e del riciclo.
Il quadro della Regione
Sull’ipotesi di un nuovo impianto non sembra però esserci, al momento, un’apertura netta da parte dell’assessore regionale Barontini, esponente del Movimento 5 Stelle. La posizione della giunta viene ricondotta al piano regionale approvato nel gennaio 2025, la cui attuazione spetta agli Ato attraverso i rispettivi piani d’ambito, attualmente in fase di definizione.
Il piano ha un orizzonte fino al 2035 e prevede una fase transitoria fino al 2028, seguita da una fase a regime nella quale dovrà essere raggiunta l’autosufficienza dell’ambito. Le priorità indicate sono la diminuzione della produzione dei rifiuti, il potenziamento della raccolta differenziata e la chiusura del ciclo attraverso le tecnologie più sostenibili, anche sul fronte impiantistico.
La Regione sottolinea inoltre la necessità di gestire i rifiuti urbani all’interno dell’ambito, evitando il trasferimento fuori territorio, e di garantire lo smaltimento dei rifiuti speciali secondo il principio di massima prossimità previsto dalla normativa nazionale. Qualunque soluzione dovrà essere valutata in rapporto alla sostenibilità ambientale e alla tutela della salute, assicurando trasparenza e partecipazione dei cittadini.
Le prospettive concrete saranno definite sulla base di quanto emergerà dal piano d’ambito. Solo in quella sede, viene spiegato, sarà possibile stabilire se e quali impianti possano risultare necessari per raggiungere gli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale. Nel frattempo, il tema resta aperto, anche alla luce degli interventi previsti sull’impianto di Montale e della richiesta di una strategia condivisa per l’area vasta.