Lombardia

Arpa: l’autostrada pesa più dell’aeroporto sull’aria

Nel quartiere Colognola, le concentrazioni risultano simili alle altre centraline; i comitati contestano invece l’espansione dello scalo

Le concentrazioni degli inquinanti rilevate a Colognola risultano sostanzialmente sovrapponibili a quelle registrate dalle altre centraline presenti nella provincia di Bergamo. È quanto emerge dal monitoraggio condotto da Arpa Lombardia tra il 14 settembre 2024 e il 3 febbraio 2025 per valutare l’eventuale impatto dell’attività dell’aeroporto di Orio al Serio sulla qualità dell’aria del quartiere.

I risultati sono stati illustrati da Fabio Cambielli, direttore generale di Arpa Lombardia. Secondo le analisi, nell’area di Colognola si rileva l’influenza della presenza dell’autostrada, mentre non è stato evidenziato un collegamento diretto con le emissioni legate al traffico aereo. I valori misurati, ha spiegato Cambielli, sono in linea con quelli registrati nello stesso periodo dalle altre stazioni di rilevamento.

Il peso delle diverse fonti

In provincia di Bergamo il traffico veicolare rappresenta la prima sorgente di ossidi di azoto, con il 36,7% delle emissioni, mentre quelle riconducibili all’aeroporto, considerando traffico aereo e mezzi a terra, incidono per il 5,7%. Nel territorio cittadino il traffico stradale arriva al 56%, contro il 10,3% attribuito allo scalo. Per il particolato, invece, il contributo aeroportuale al Pm10 è stimato nello 0,14%.

Le concentrazioni di Pm10 in città oscillano tra 22 e 24 microgrammi per metro cubo, al di sotto del valore medio di 40 microgrammi indicato come riferimento. Un andamento analogo è stato osservato per il Pm2.5. Cambielli ha inoltre spiegato che il cherosene emesso tra terra e mille metri è stato tracciato, sottolineando come ciò che viene prodotto in quota si disperda senza ricadere esattamente al suolo. L’unico elemento critico indicato durante l’incontro riguarda l’ozono, il cui andamento in provincia non mostra una tendenza temporale definita.

Il confronto sul piano aeroportuale

Giovanni Sanga, presidente di Sacbo, ha riferito che negli ultimi anni sono state avviate 30 campagne di monitoraggio e che le rilevazioni eseguite da gennaio confermerebbero le conclusioni di Arpa. Da ottobre l’agenzia gestirà, in virtù di una convenzione quinquennale, anche la centralina installata da Sacbo a fine 2025 in via Lagrange, a Colognola. Per la realizzazione della struttura la società ha investito 234 mila euro.

Sanga ha ricordato inoltre che il 43% dei mezzi utilizzati per l’assistenza a terra è stato elettrificato. Le sue dichiarazioni si inseriscono nel confronto sul nuovo Piano di sviluppo aeroportuale, contestato da comitati e forze politiche che hanno chiesto a Comune e Provincia di Bergamo di fermarne l’iter. Giovedì sera è previsto un flash mob davanti alla sede di Sacbo.

La sindaca Elena Carnevali ha definito la riduzione del particolato un dato certificato e ha proposto a Sacbo di valutare l’installazione di un’ulteriore centralina al Villaggio degli Sposi. L’assessora Oriana Ruzzini ha invece richiamato gli interventi di depavimentazione avviati dall’amministrazione, indicandoli come una delle azioni dirette a contenere la presenza di ozono.