Montalto Dora (TO)

A Montalto Dora l’idroelettrico tra i cantieri virtuosi

L’associazione ambientalista ha indicato l’opera come modello per usare strutture esistenti senza aumentare i prelievi dal fiume.

La centrale idroelettrica Montalto 2, entrata in funzione nel 2024 a Montalto Dora, è stata inserita da Legambiente tra i migliori cantieri nazionali della transizione ecologica. Il riconoscimento rientra nella campagna itinerante I cantieri della transizione ecologica, attraverso la quale l’associazione ambientalista censisce esperienze considerate significative nel campo della sostenibilità.

L’impianto, accompagnato da Edison nel corso della 49esima tappa nazionale della campagna, utilizza una derivazione costruita nel 1934 e già impiegata dal precedente sistema produttivo. La centrale sfrutta le stesse portate d’acqua della Dora Baltea, senza incrementare né modificare i prelievi dal fiume. L’obiettivo è recuperare il potenziale energetico di un’infrastruttura esistente, contenendo l’impatto sul territorio.

Il funzionamento dell’impianto

Montalto 2 è una centrale ad acqua fluente e produce energia sfruttando un salto idraulico di 3,35 metri. Secondo i dati forniti da Edison, la producibilità media raggiunge circa 7,7 GWh all’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie. La produzione consente inoltre, sempre secondo le stime dell’azienda, di evitare l’emissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂.

L’acqua mette in movimento una turbina Kaplan ad asse orizzontale, collegata a un generatore che trasforma l’energia meccanica in elettricità. Al termine del processo, la risorsa viene restituita alla Dora Baltea senza variazioni nelle portate derivate dal sistema idroelettrico. L’impianto è inserito in una sequenza di centrali alimentate da un canale artificiale di proprietà di Edison, a cui fanno capo anche Dora II, Montebuono e la precedente centrale di Montalto Dora.

Monitoraggio e contesto regionale

Nel sito è attivo un monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, finalizzato a una gestione attenta dell’infrastruttura e dell’area circostante. L’attività rientra in una sperimentazione più ampia sul deflusso ecologico che coinvolge la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e Arpa, lungo il tratto della Dora Baltea fino alla confluenza con il Po.

Il Piemonte ha un ruolo rilevante nel comparto: dei 4.953 impianti idroelettrici presenti in Italia, 1.106 si trovano sul territorio regionale, con una potenza complessiva di 3.909 MW. I dati Terna riferiti al 2025 indicano che il settore copre il 26,8% dei consumi elettrici piemontesi. Per numero di impianti, la regione precede il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

Secondo Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, l’esperienza di Montalto 2 mostra come sia possibile affiancare la produzione da fonti rinnovabili alla tutela del territorio, anche attraverso piccoli salti d’acqua e canali artificiali. L’amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, ha invece sottolineato l’importanza strategica dell’idroelettrico e della valorizzazione delle infrastrutture esistenti, con attenzione all’uso responsabile della risorsa idrica e agli ecosistemi.