Internazionale

Attentato a Cracovia, il racconto del modenese Roberto

Era nella piazza del Mercato quando sono partiti gli spari: sei vittime e 16 feriti.

Roberto Di Matteo, giovane modenese in viaggio a Cracovia, ha raccontato gli attimi di paura vissuti durante la sparatoria che ha colpito la città polacca. L’attentatore ha aperto il fuoco sulla folla, provocando sei morti e 16 feriti. Il giovane si trovava insieme a un gruppo di italiani, tra cui il bolognese Umberto Orsini.

La fuga dalla piazza

“Ieri purtroppo abbiamo assistito a qualcosa di indescrivibile, capisci come le cose possano cambiare da un momento all’altro. Per qualche minuto ho pensato di morire”, ha riferito Roberto, descrivendo la concitazione seguita agli spari.

Il gruppo era nella piazza del Mercato quando i presenti hanno sentito diversi colpi di pistola. “Abbiamo visto tante persone che correvano, ci siamo nascosti in un bar, con gli amici ci siamo persi”, ha raccontato il modenese. La fuga e la ricerca di un riparo si sono consumate in pochi istanti, mentre nella piazza si diffondeva il panico.

“Sono stati attimi davvero difficili, difficili da raccontare. Sono momenti che difficilmente si possono dimenticare. In pochi secondi ti rendi conto di quanto sia fragile la vita e di quanto sia sottile il confine tra la normalità e una tragedia”, ha aggiunto Di Matteo, ancora segnato dall’esperienza vissuta.

Il racconto di Umberto Orsini

Tra le persone presenti c’era anche Umberto Orsini, trentanovenne bolognese, che aveva già descritto sui social quanto accaduto. L’uomo ha riferito di aver sentito le grida e di aver visto una folla correre via dalla piazza, riversandosi nelle strade laterali.

Secondo il suo racconto, il gruppo ha capito che qualcuno stava sparando ripetutamente contro i passanti e ha cercato di allontanarsi attraverso una porta di emergenza. Gli italiani sono quindi saliti rapidamente per quattro piani di scale, nel tentativo di mettersi al riparo.

La sparatoria è avvenuta nella zona di Rynek Główny, la principale piazza di Cracovia. Il racconto dei due giovani italiani restituisce la dimensione della paura vissuta dai presenti, mentre le autorità polacche sono intervenute sul posto per gestire l’emergenza e ricostruire la dinamica dell’attacco.