Avellino (AV)

Concerto anticipato, spettatori davanti al teatro chiuso ad Avellino

Oltre quaranta acquirenti denunciano di non aver ricevuto avvisi e valutano il ricorso ai legali.

Oltre quaranta spettatori provenienti da diverse località della Campania si sono presentati ad Avellino convinti di assistere al concerto di Sal Da Vinci. Una volta arrivati davanti al teatro, però, hanno trovato la struttura chiusa e hanno scoperto che lo spettacolo si era già svolto il 30 ottobre.

Gli acquirenti sostengono di non aver ricevuto comunicazioni relative all’anticipo dell’appuntamento. Secondo quanto riferito, sui titoli di ingresso risultava ancora la data inizialmente prevista. I biglietti erano stati acquistati attraverso TicketOne, con una spesa che in alcuni casi avrebbe raggiunto i 70 euro.

Le contestazioni degli spettatori

La scoperta ha provocato rabbia e amarezza tra le persone arrivate al teatro da varie zone della Campania. Alcuni spettatori hanno dichiarato di non essere stati contattati e hanno annunciato la possibilità di rivolgersi ai propri legali per tutelare i propri diritti.

Il nodo principale riguarda quindi la gestione del cambio di data e l’effettiva informazione degli acquirenti. Resta da verificare se tutti i possessori dei biglietti siano stati raggiunti dagli avvisi e se le informazioni riportate sui titoli di ingresso siano state aggiornate correttamente.

La posizione del Comune

Sulla vicenda è intervenuto l’assessore alla Cultura Luca Cipriano, che ha escluso responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. Secondo la sua ricostruzione, il concerto non sarebbe stato organizzato direttamente dal Comune, ma dal promoter Anni 60 Produzioni, al quale l’ente avrebbe concesso la sala in affitto.

Cipriano ha inoltre precisato che né il Comune né il teatro avrebbero venduto i biglietti, messi a disposizione esclusivamente tramite TicketOne. L’assessore ha riferito di aver appreso che il circuito di vendita avrebbe inviato una comunicazione via email agli acquirenti già il 29 luglio, per informarli dello spostamento, e che gli organizzatori avrebbero diffuso l’avviso anche sui social network e attraverso altri canali.

La ricostruzione, tuttavia, non chiude la questione. Da una parte ci sono gli spettatori che sostengono di aver pagato per una serata diversa da quella effettivamente svolta; dall’altra gli organizzatori e il circuito di vendita, chiamati a chiarire modalità e tempi delle comunicazioni. Saranno la documentazione e gli eventuali accertamenti a stabilire se gli acquirenti siano stati informati in modo completo e tempestivo e se emergano responsabilità.