Parma (PR)

A Parma la cittadinanza civica ai bimbi nati e cresciuti qui

Michele Guerra contesta l’appuntamento sulla remigrazione e difende l’accoglienza delle famiglie straniere.

Alle bambine e ai bambini di prima elementare nati e cresciuti a Parma è stata consegnata la cittadinanza civica. La cerimonia si è svolta sotto i Portici del Grano, secondo una tradizione ormai consolidata nella città.

A darne notizia è stato il sindaco Michele Guerra, che ha spiegato come i minori risiedano a Parma insieme alle loro famiglie, con genitori che vivono e lavorano in città da anni. Il riconoscimento, ha precisato, non produce effetti sul piano giuridico.

Un riconoscimento simbolico

La cittadinanza civica non ha valore legale, ma secondo il sindaco rappresenta un modo per riconoscere il legame concreto tra questi bambini e la comunità in cui abitano, frequentano la scuola e costruiscono le proprie relazioni. Guerra ha raccontato di aver ascoltato le loro storie, dalle squadre sportive alle materie preferite, fino ai soprannomi.

Nel suo messaggio, il primo cittadino ha sostenuto che questi bambini siano cittadini di Parma nella realtà quotidiana, nonostante l’assenza di un riconoscimento previsto dalla legge italiana. La cerimonia ha quindi assunto anche un significato politico nel dibattito sull’inclusione e sulla cittadinanza.

Il riferimento alla manifestazione

Guerra ha collegato l’iniziativa alla manifestazione annunciata a Parma per il sabato successivo e legata alla cosiddetta remigrazione. Secondo il sindaco, il termine nasconderebbe l’idea di stabilire chi possa restare o meno in base alle proprie origini.

Il sindaco ha infine affermato che Parma non intende allontanare i bambini che frequentano le scuole della città né le loro famiglie, riconoscendone il contributo alla vita sociale ed economica della comunità. Il messaggio affidato alla cerimonia è dunque quello di una città che sceglie di chiamare per nome e accogliere le persone che ne fanno parte.