Ridurre le distanze tra le aree più fragili e quelle più ricche per sostenere la crescita dell’intero Paese. È il punto di convergenza emerso dall’incontro che si è svolto a Napoli, nella giornata conclusiva di CasaCorriere, con la partecipazione dei presidenti di Regione Roberto Fico, Alberto Stefani e Alberto Cirio e del sindaco Gaetano Manfredi.
Il confronto, moderato da Venanzio Postiglione ed Enzo d’Errico, ha riguardato l’autonomia differenziata, la sanità pubblica e il divario tra Nord e Sud. L’appuntamento si è aperto con l’intervento dello scrittore Maurizio de Giovanni, accompagnato dalla musica del sassofono di Marco Zurzolo, prima di lasciare spazio al dibattito tra i rappresentanti delle istituzioni territoriali.
Autonomia e divario territoriale
Alberto Stefani ha respinto la contrapposizione rigida tra Nord e Sud, sottolineando che anche alcune aree settentrionali attraversano difficoltà economiche paragonabili a quelle del Mezzogiorno. Il presidente veneto ha citato, tra gli altri, la crisi del comparto automobilistico e ha sostenuto che l’avvicinamento delle decisioni politiche ai territori potrebbe migliorare il funzionamento delle istituzioni.
Una posizione diversa è stata espressa da Roberto Fico, contrario alla riforma del Titolo V della Costituzione e all’autonomia differenziata. Secondo il presidente campano, la legge, nei suoi punti essenziali, è stata bocciata dalla Corte costituzionale e l’attribuzione di ulteriori poteri rischierebbe di mettere in difficoltà alcuni territori, senza tradursi automaticamente in maggiore responsabilità.
Gaetano Manfredi ha osservato che oggi il Mezzogiorno non può più essere descritto soltanto come un’area che chiede assistenza. A suo giudizio, per ottenere una crescita nazionale servono interventi capaci di ridurre sia il divario tra Nord e Sud sia le differenze interne tra zone fragili e aree più ricche. Il sindaco ha inoltre rilevato come l’autonomia differenziata sia diventata spesso una bandiera politica, mentre le riforme dovrebbero essere valutate in base ai benefici per i cittadini.
Il confronto sulla sanità
Le posizioni sono rimaste distanti anche sui finanziamenti alla sanità. Alberto Cirio ha sostenuto che non vi sia stato un ridimensionamento della spesa sanitaria in termini assoluti, passata secondo i dati citati durante l’incontro da 119 miliardi nel 2020 a 143 miliardi oggi. Il presidente piemontese ha attribuito a più forze politiche la responsabilità della lunga carenza di investimenti nella sanità pubblica e ha richiamato le risorse del Pnrr destinate alle strutture ospedaliere.
Fico ha replicato che i numeri devono essere letti in rapporto al contesto e che, soprattutto quando si valutano le politiche pubbliche, i valori assoluti non sono sufficienti a descrivere la situazione. Il dibattito del 8 novembre 2026 si è chiuso dunque con una convergenza sull’obiettivo di colmare le disuguaglianze territoriali, ma con posizioni ancora differenti sugli strumenti da utilizzare, a partire dall’autonomia differenziata.