Friuli-Venezia Giulia

A Trieste Russo: «Pietre e petardi non sono disobbedienza civile»

Il vicepresidente regionale contesta le modalità dell’iniziativa; dichiara vicinanza agli agenti.

Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente del Partito democratico, prende posizione sugli scontri del 6 novembre a Trieste, nell’area dell’ex mercato. In una dichiarazione, il dem distingue tra il diritto a manifestare e le modalità adottate da alcuni partecipanti alla protesta.

«Flex, pietre e petardi scagliati ad altezza uomo contro agenti e giornalisti, caschi in testa. Questa per me non è disobbedienza civile», afferma Russo. Secondo il vicepresidente regionale, la disobbedienza civile può rappresentare uno strumento legittimo quando si svolge in contesti non violenti, ma non può essere invocata per giustificare azioni dirette contro le forze dell’ordine o altri presenti.

La critica alle modalità della protesta

Russo riconosce che «la maggior parte dei manifestanti aveva sicuramente intenzioni pacifiche», ma sottolinea che l’iniziativa non era stata comunicata alla questura. A suo giudizio, il diritto di manifestare deve essere esercitato nel rispetto delle regole e delle condizioni previste per lo svolgimento delle mobilitazioni pubbliche.

Nel suo intervento, l’esponente del Pd richiama anche il confronto politico. «Se gruppi di destra avessero organizzato una manifestazione non autorizzata per forzare un bene pubblico oggi tutta la sinistra si indignerebbe. A ragione», sostiene. Il riferimento è alla necessità, per il centrosinistra, di mantenere una posizione coerente anche quando la causa sostenuta dai manifestanti viene considerata condivisibile.

«Essere di centro sinistra non significa giustificare chiunque manifesti in nome di una causa che condividiamo», aggiunge Russo. Per il vicepresidente, difendere i propri valori significa anche criticare comportamenti ritenuti incompatibili con la tutela del bene pubblico e con il rispetto dei principi democratici.

Il sostegno alle forze dell’ordine

La presa di posizione si collega anche al dibattito aperto dalle parole della consigliera regionale del Patto per l’Autonomia Giulia Massolino, che in un post sui social aveva definito la protesta un’espressione di disobbedienza civile e non di violenza.

Russo conclude dichiarando di schierarsi «senza dubbio con le forze dell’ordine». A suo avviso, negli episodi di Trieste alcuni valori fondamentali, tra cui la difesa del bene pubblico, la tutela del territorio e dei principi democratici e costituzionali, sarebbero stati rappresentati dagli agenti e non dai manifestanti che, secondo la sua ricostruzione, indossavano caschi e lanciavano pietre e petardi.