Parma (PR)

Parma, Civiltà Parmigiana chiede più controlli sui pasti scolastici

Sara Mingolla sollecita verifiche per porzioni e ingredienti e propone di ripristinare la frutta a metà mattina.

L’aumento di oltre un euro del prezzo del pasto nelle scuole primarie di Parma continua a suscitare critiche da parte di Civiltà Parmigiana. Il movimento, intervenuto più volte sulla questione, chiede all’Amministrazione comunale maggiore trasparenza sulla gestione del servizio e verifiche più incisive sulla qualità degli alimenti distribuiti agli alunni.

La posizione è stata espressa da Sara Mingolla, referente del movimento guidato da Federica Ubaldi, dopo la risposta del Comune a un’interrogazione sulla gestione della merenda nelle scuole primarie. Secondo Civiltà Parmigiana, l’Amministrazione si sarebbe limitata a recepire le indicazioni contenute nella delibera regionale, senza valutare possibili interventi per migliorare il servizio di refezione.

Le richieste sul servizio

Per il movimento, l’incremento della tariffa deve essere accompagnato da un’offerta adeguata sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Mingolla sottolinea che le famiglie che sostengono una spesa di oltre sette euro per un pasto devono poter contare su porzioni sufficienti e alimenti rispondenti agli standard previsti. Nelle ultime settimane, riferisce Civiltà Parmigiana, sarebbero arrivate diverse segnalazioni da parte delle famiglie sulla qualità e sulla quantità dei pasti.

La richiesta riguarda in particolare l’attività di controllo nelle scuole, con verifiche sulla grammatura e sulla qualità degli alimenti somministrati ai bambini. Nel mirino del movimento c’è anche il capitolato del servizio affidato al gestore, indicato nel titolo della presa di posizione come Camst, che secondo Civiltà Parmigiana dovrebbe essere rivisto per rendere l’offerta più completa e adeguata alle esigenze delle famiglie.

La proposta della frutta a merenda

Tra le ipotesi avanzate c’è il ritorno alla distribuzione gratuita della frutta a metà mattina. Mingolla richiama l’esperienza del progetto Frutta a Merenda, sperimentato nel 2017 e giudicato positivamente dal movimento. La delibera regionale, osserva, prevede che la frutta venga servita al termine del pranzo, ma non impedirebbe di inserirla anche nella merenda.

Secondo Civiltà Parmigiana, offrire frutta durante la pausa mattutina rappresenterebbe un sostegno concreto per le famiglie alle quali è stato chiesto un maggiore contributo economico e avrebbe anche una funzione di educazione alimentare. Il movimento propone infine un confronto più ampio tra rappresentanti delle famiglie, commissioni mensa e Amministrazione, per discutere criticità e possibili miglioramenti del servizio.