La vicenda della diga del Brugneto torna al centro del confronto politico tra Piacenza, Genova e le istituzioni regionali. Il gruppo consiliare cittadino di Fratelli d’Italia, con un intervento diffuso l’8 novembre 2026, sostiene che il territorio piacentino rischi di perdere i risultati ottenuti dopo anni di richieste per assicurare maggiori disponibilità d’acqua alla Val Trebbia.
Secondo la ricostruzione di FdI, lo scorso luglio Emilia-Romagna e Liguria avevano raggiunto un’intesa per garantire 4 milioni di metri cubi d’acqua, con la possibilità di arrivare a ulteriori 4 milioni in caso di necessità. Il gruppo consiliare definisce quell’accordo importante per l’agricoltura, l’ambiente e il territorio piacentino.
Il ricorso davanti al Tar
A modificare il quadro, sempre secondo quanto riferito dai consiglieri, è stata la decisione del Comune di Genova, guidato dal sindaco Silvia Salis, di impugnare davanti al Tar gli atti relativi allo schema di accordo. Per FdI, l’iniziativa mette concretamente a rischio l’intesa sui quantitativi d’acqua destinati alla Val Trebbia.
Il gruppo consiliare collega la vicenda anche alle diverse strategie adottate dagli amministratori piacentini. Da una parte, il ministro Tommaso Foti avrebbe chiesto maggiore fermezza nei confronti del Comune di Genova; dall’altra, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi avrebbe privilegiato il dialogo e la ricerca di un’intesa, evitando lo scontro istituzionale.
La richiesta al Comune di Piacenza
Per Fratelli d’Italia, l’impugnazione presentata da Genova dimostrerebbe i limiti di una linea fondata esclusivamente sul confronto. Il gruppo osserva inoltre come due Regioni amministrate da schieramenti differenti siano riuscite a raggiungere un’intesa, mentre due amministrazioni comunali dello stesso orientamento politico si trovano ora su posizioni contrapposte.
Nel mirino del gruppo consiliare c’è quindi il ruolo del Comune di Piacenza. La Provincia di Piacenza, viene ricordato nell’intervento, ha già annunciato l’intenzione di costituirsi in giudizio per difendere lo schema di accordo. FdI chiede che anche l’amministrazione comunale assuma una posizione analoga e chiarisca quale linea intenda seguire nella controversia.
La richiesta politica riguarda la tutela delle esigenze del territorio, con particolare attenzione alla disponibilità d’acqua, all’agricoltura e al futuro della Val Trebbia. Il gruppo consiliare sollecita infine la sindaca Tarasconi a esprimersi in modo netto sulla vicenda e sulle iniziative che il Comune intende adottare nel procedimento amministrativo.