Proseguono i disagi lungo viale Marconi a Poggibonsi, dove il ponte è interessato da lavori per la messa in sicurezza ormai da 13 mesi, considerando l’apertura effettiva del cantiere. La situazione continua a condizionare la circolazione e l’attività delle imprese presenti nella zona, mentre cittadini e commercianti chiedono indicazioni precise sulla conclusione dell’intervento.
La carreggiata resta organizzata con il traffico canalizzato su un solo lato, quello in cui è disponibile anche il marciapiede. Il tratto di strada, normalmente articolato su due corsie parallele e a senso unico, collega via Borgaccio con il centro oppure consente l’immissione in via Galvani e quindi in via Pisana. Secondo gli operatori della zona, la limitazione rende più difficili gli spostamenti e contribuisce alla formazione di rallentamenti.
Le richieste dei commercianti
«Serve al più presto una soluzione per ritrovare la piena fruibilità nei collegamenti», è la richiesta che arriva dal quartiere. Luca Brunetti, responsabile del punto vendita Aran Cucine, auspica che l’attesa non si prolunghi oltre i tempi ordinari. Nel suo intervento richiama anche le difficoltà già vissute in altri contesti legati a opere sui viadotti, citando Bellavista e le conseguenze per gli abitanti della frazione, delle località vicine e di Staggia.
Durante i lavori era stata ipotizzata anche la chiusura totale del ponte di viale Marconi. L’eventualità è stata poi scongiurata, secondo quanto comunicato nel tempo dall’amministrazione comunale, che ha lavorato con l’impresa per individuare soluzioni meno penalizzanti per la viabilità. Resta però il tema dei tempi e della comunicazione con le attività che si trovano nelle vicinanze del cantiere.
Rischi per la circolazione
Federico Cervelli, responsabile di Febal Casa, descrive una situazione che giudica delicata soprattutto sul piano della sicurezza. L’ingresso dei veicoli dallo stadio comunale sulla strada principale sarebbe difficoltoso, mentre code, frenate e rumore degli pneumatici fanno parte della quotidianità. In passato sono state tracciate anche strisce pedonali provvisorie, ma secondo Cervelli non sarebbero sufficientemente visibili per tutelare chi attraversa.
Dal vicino negozio di telefonia, Gabriel Saba segnala una diminuzione della mobilità nella zona e chiede al Comune tempi certi per la chiusura dell’opera. Tra le richieste c’è anche un aggiornamento rivolto ai commercianti sull’andamento del cantiere, così da sapere se i lavori procedono regolarmente e quali siano le ragioni del prolungarsi dell’attesa. L’obiettivo indicato è ristabilire un dialogo stabile tra istituzioni e operatori.
All’altezza di largo Usilia, Marco Montagnani, titolare dell’edicola, spiega di non essere direttamente coinvolto dalle limitazioni, ma di avere comunque osservato file, rischi per i pedoni e altre criticità. Il quadro resta quindi quello di una viabilità condizionata e di un quartiere che attende risposte sull’avanzamento dei lavori e sulla piena riapertura del collegamento.