San severo (FG)

San Severo, ricatto a un giovane disabile: 42 bonifici

La donna avrebbe minacciato di diffondere una foto intima e coinvolgere i familiari. La difesa respinge gli addebiti.

Una donna di 46 anni di San Severo è stata arrestata con le accuse di atti persecutori, estorsione e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Secondo la ricostruzione della polizia, della Procura e del gip Carlo Protano, avrebbe minacciato un giovane con disabilità per ottenere denaro, prospettando la pubblicazione di una fotografia intima e il coinvolgimento dei suoi familiari.

L’arresto di Francesca S. è avvenuto il 23 ottobre, mentre la Questura di Foggia aveva comunicato l’operazione il 7 novembre. Gli elementi emersi dagli atti descrivono una vicenda che, secondo l’accusa, sarebbe proseguita per mesi tra richieste di denaro, pressioni psicologiche e minacce. Le contestazioni restano nell’ambito di un procedimento ancora in fase di indagini.

Le richieste di denaro e la fotografia intima

Il primo contatto risalirebbe a marzo 2026. La donna avrebbe avvicinato il giovane online chiedendogli aiuto economico con il pretesto di dover sostenere le spese per un intervento chirurgico a un gattino. Le richieste sarebbero continuate nei mesi successivi, accompagnate dalla promessa di restituire le somme ricevute.

In seguito, secondo gli investigatori, la 46enne avrebbe preteso di incontrare personalmente il giovane e gli avrebbe inviato la fotografia di un seno femminile, chiedendogli in cambio un’immagine dei propri genitali. Dopo aver ottenuto la fotografia, avrebbe utilizzato quel materiale per esercitare ulteriori pressioni, arrivando a mostrare uno screenshot relativo alla presunta pubblicazione dell’immagine su Facebook, associata al nome della vittima.

Quarantadue bonifici in poco più di un mese

Da quel momento le richieste di denaro sarebbero diventate più insistenti. Nei messaggi riportati dagli inquirenti, la donna avrebbe minacciato di pubblicare il materiale su Facebook e Instagram e di informare il padre, la madre e gli altri parenti del giovane. In un’altra comunicazione avrebbe chiesto 100 euro per evitare di raccontare tutto alla famiglia.

Secondo gli atti, tra la fine di luglio e il primo settembre il giovane avrebbe effettuato 42 bonifici, per un totale di circa 4mila euro. I versamenti avrebbero avuto importi compresi tra 50 e 200 euro. Quando la vittima avrebbe rifiutato un’ulteriore richiesta, l’indagata avrebbe contattato i genitori con un pretesto, nel tentativo di aumentare la pressione psicologica.

Il gip Carlo Protano descrive una condotta che avrebbe sfruttato la vulnerabilità della vittima. La donna avrebbe inoltre coinvolto altre persone per mantenere i contatti con il giovane e, in un’occasione, lo avrebbe avvicinato per strada chiedendo altro denaro. Al momento della denuncia, il giovane avrebbe raccontato la vicenda agli agenti in uno stato di forte mortificazione, arrivando a piangere durante il colloquio con i poliziotti.

La versione della difesa

La donna, assistita dagli avvocati Luigi Marinelli e Felice Iafelice, ha respinto le accuse durante l’interrogatorio di garanzia. La difesa ha annunciato la richiesta di un nuovo interrogatorio davanti al pubblico ministero per presentare elementi ritenuti utili a ricostruire diversamente la vicenda.

Secondo il legale Marinelli, l’indagata avrebbe già restituito circa 700 euro delle somme ricevute. La difesa sostiene che la prova della restituzione si troverebbe nel telefono della donna. Questo elemento, così come le altre contestazioni, dovrà essere valutato dagli inquirenti nel corso del procedimento.