Lele Mora è ricoverato da quindici giorni al Policlinico Umberto I di Roma dopo essere stato colpito da un’ictus durante una tournée. L’agente dei personaggi dello spettacolo ha raccontato le sue condizioni in un’intervista a Il Messaggero, spiegando di essere ancora alle prese con il recupero dopo una fase iniziale particolarmente delicata.
Il malore prima dello spettacolo
L’episodio è avvenuto il 24 ottobre, mentre Mora si trovava all’Aquila per uno spettacolo al Teatro San Filippo. Prima di salire sul palco aveva avvertito un malore, ma aveva deciso di andare comunque in scena, riferendo di averlo fatto per rispetto degli spettatori che avevano acquistato il biglietto. Lo spettacolo, secondo quanto riportato, aveva registrato il tutto esaurito.
Il giorno successivo Mora avrebbe dovuto raggiungere la famiglia a Verona, passando per Roma. Durante il viaggio in treno verso la Capitale, però, è svenuto. Dopo la perdita di conoscenza è stato ricoverato al Policlinico Umberto I, dove ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva. Il risveglio, ha raccontato, è stato molto difficile. Mora ha detto di sentirsi fortunato per essere ancora vivo e ha attribuito a Dio il merito di essere sopravvissuto, ringraziando anche il personale sanitario che lo ha assistito.
La riabilitazione e il trasferimento
Per l’agente dei vip si apre ora un percorso di riabilitazione che, secondo le indicazioni dei medici, dovrebbe durare almeno 60 giorni. Mora ha definito l’esperienza la prova più difficile affrontata nella sua vita e ha spiegato di voler recuperare anche per restare vicino ai suoi due figli e ai nipoti.
Durante il ricovero le sue condizioni sono state comunicate soltanto alla famiglia e alla cerchia più stretta. L’obiettivo è trasferirlo in una struttura del Veneto, più vicina ai familiari e in particolare a Verona, per proseguire le cure. Il trasferimento, tuttavia, non è ancora avvenuto: è necessario individuare una struttura disponibile ad accoglierlo. Nel frattempo Mora resta ricoverato a Roma, seguito dall’équipe che lo ha assistito dopo l’ictus.