Tre anni al barista della Piana pistoiese per violenza sessuale

La giovane, oggi maggiorenne, riceverà 5mila euro come anticipo sul risarcimento stabilito dal collegio.

È stato condannato a tre anni di reclusione il barista di 48 anni processato per violenza sessuale e cessione di sostanza stupefacente ai danni di una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina dal collegio del tribunale competente per la Piana pistoiese, dove sarebbero avvenuti gli episodi contestati.

I fatti risalgono al 2022 e si sarebbero verificati davanti a un locale frequentato abitualmente da gruppi di ragazzi, anche molto giovani. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe prima ceduto alla minorenne una dose di hashish e, in un secondo momento, avrebbe tentato di baciarla. La vicenda era stata denunciata dalla ragazza, oggi maggiorenne, che si è costituita parte civile nel procedimento.

La condanna e le richieste dell’accusa

Il collegio, presieduto dal giudice Stefano Billet, ha riconosciuto l’attenuante della minore gravità dei fatti. La pena è stata fissata in due anni e quattro mesi per la violenza sessuale e in otto mesi per la cessione della droga, oltre al pagamento di una multa di 3.600 euro. L’imputato dovrà inoltre risarcire il danno alla parte civile e versare una provvisionale di 5mila euro.

Il pubblico ministero Giuseppe Grieco, oggi procuratore vicario e magistrato che aveva diretto le indagini dei carabinieri, aveva chiesto due anni per la violenza sessuale, contestata anche con l’aggravante della minore età della vittima, e un anno per la cessione dell’hashish. La richiesta comprendeva anche una sanzione pecuniaria di 800 euro.

I due episodi e la versione della difesa

Nel processo sono stati esaminati due episodi distinti. In una circostanza, l’uomo avrebbe prestato la propria bicicletta alla ragazza e, mentre l’aiutava a salire in sella, l’avrebbe palpeggiata contro la sua volontà. In un momento successivo, sempre nell’area del locale, avrebbe tentato di baciarla dopo averle ceduto una dose di hashish.

La difesa ha fornito una versione diversa dei fatti. Il barista, rappresentato dall’avvocato Leonardo Bardi di Milano, si è sempre dichiarato innocente: il contatto durante l’uso della bicicletta sarebbe stato involontario e legato all’aiuto prestato alla ragazza. L’uomo ha inoltre negato di averle ceduto droga davanti al locale. La parte civile è stata assistita dall’avvocato Caterina Fedi di Pistoia.