Alessandro Erminetti, imprenditore reggiano, è stato ucciso in Brasile, dove si recava periodicamente per trascorrere alcuni periodi e dove vive il figlio. La notizia ha suscitato dolore tra i familiari e le persone che negli anni avevano avuto rapporti professionali e personali con lui.
I parenti stanno vivendo la vicenda nel massimo riserbo. A ricordare Erminetti è Fabrizio Carretti, vicepresidente della Federazione Agenti Immobiliari di Reggio, con il quale l’imprenditore aveva lavorato a stretto contatto negli ultimi anni.
Il ricordo del collega
Carretti descrive Erminetti come una persona affabile e cordiale, oltre che come un imprenditore dinamico. Tra i due, spiega, non c’era soltanto un rapporto professionale: avevano lavorato insieme a più riprese e avevano costruito anche un legame di amicizia.
Nel corso della sua attività, Erminetti disponeva di diversi immobili e aveva realizzato vari interventi insieme alla federazione. Per Carretti, la notizia della sua morte è stata improvvisa e sconvolgente: la vicenda lo ha lasciato esterrefatto.
I soggiorni in Brasile
Il vicepresidente della Federazione Agenti Immobiliari di Reggio sapeva che l’imprenditore si recava spesso in Brasile, Paese nel quale vive il figlio. Erminetti, secondo il ricordo del collega, alternava i soggiorni all’estero ai rientri a Reggio Emilia, dove continuava a mantenere i suoi rapporti professionali e personali.
Le circostanze dell’omicidio, avvenuto con un colpo di pistola secondo le informazioni riportate nel richiamo alla vicenda, restano al centro degli interrogativi. Il caso ha riportato l’attenzione sulla morte dell’imprenditore reggiano, mentre i familiari attendono di poter affrontare il dolore lontano dall’esposizione pubblica.