Marche

Dda di Ancona, rinviato l’interrogatorio di Intermesoli

Davanti al giudice Sonia Piermartini, 58enne maceratese respinge addebiti e contesta nuovi elementi.

È stato rinviato all’11 novembre l’interrogatorio preventivo di Andrea Intermesoli, l’imprenditore edile maceratese coinvolto nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona sulla ricostruzione post sisma. Il 58enne è comparso davanti al gip Sonia Piermartini del tribunale di Ancona, ma l’atto non è stato svolto dopo il deposito da parte della procura di nuovi elementi.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Giustozzi, si è opposta alla produzione della procura, ritenendola non ammissibile. Il legale ha riferito che il proprio assistito ha fiducia nell’operato del giudice e confida in una valutazione serena delle argomentazioni difensive. La difesa, inoltre, esclude il coinvolgimento di Intermesoli nei fatti contestati. A suo carico pende la richiesta di custodia cautelare in carcere.

La vicenda dell’ex Monachette

Intermesoli è indagato per turbativa d’asta in relazione alla procedura per l’ex convento delle Monachette di Macerata. L’imprenditore è socio della Avinstas srl, società che in precedenza era proprietaria dell’immobile. Al centro dell’indagine ci sono i lavori di restauro e risanamento conservativo, oltre all’adattamento della struttura a studentato, nell’ambito di una gara indetta dall’Erdis Marche.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Intermesoli avrebbe proposto ad Antonio Cervigni di attivarsi per assicurare il buon esito della gara pubblica. Gli accordi ipotizzati riguarderebbero sia la procedura d’appalto sia quella precedente, avviata nel novembre 2021 e proseguita fino all’autorizzazione all’acquisto dell’immobile, nel gennaio 2024. Gli investigatori contestano inoltre intese relative alla compravendita dell’edificio tra Erdis Marche e la società della famiglia Intermesoli.

Gli altri interrogatori rinviati

Il giudice ha rinviato alla prossima settimana anche gli interrogatori preventivi di Michele Pompili, 49 anni, di Fano, e di Pasqualino Allocco e dei fratelli Giovanni e Francesco Pighi, entrambi di Modena. Pompili, dirigente dell’area tecnica di Erdis Marche e responsabile unico del procedimento per la ricerca dell’immobile destinato a studentato, deve rispondere di turbativa d’asta e corruzione.

Secondo l’accusa, Pompili avrebbe concorso con Fabio Pistarelli, Antonio Cervigni, Antonio Ezechielli e Andrea Intermesoli a condizionare la procedura per l’acquisto dell’ex monastero. Sempre secondo gli inquirenti, avrebbe accettato la promessa di Cervigni di sostenere una sua nomina a incarichi dirigenziali di maggiore rilievo, compreso quello di futuro direttore generale dell’Erdis Marche, con l’appoggio di Pistarelli.

Gli interrogatori di Enrico Crucianelli, dell’avvocato Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, e dell’imprenditore Antonio Ezechielli si sono già svolti. Per tutti e tre è stata applicata la custodia cautelare in carcere e, davanti al gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.