Cremona (CR)

Fratello minacciato con una scacciacani: 56enne a processo

La persona offesa ha ridimensionato l’accaduto; decisione attesa al termine della prossima seduta.

Un 56enne residente nel Cremonese è imputato per minaccia aggravata dopo una lite con il fratello, durante la quale avrebbe impugnato una pistola e gliel’avrebbe puntata al volto. L’arma si è poi rivelata una scacciacani in metallo, priva del tappo rosso e realizzata come replica di una Beretta calibro 9.

La discussione e l’intervento dei carabinieri

Il fatto risale al 3 novembre 2022 e sarebbe avvenuto nell’abitazione dell’imputato. Al centro della discussione c’era la presenza in casa di un ragazzo di origini marocchine, che il 56enne non avrebbe accettato. Il confronto tra i due fratelli sarebbe degenerato fino a una zuffa.

Secondo l’accusa, dopo il litigio l’uomo sarebbe uscito, avrebbe raggiunto il garage e sarebbe tornato con la pistola in mano. L’arma sarebbe stata puntata verso il volto del fratello, accompagnata da una minaccia di morte. Informati dell’accaduto, i carabinieri si erano recati nell’abitazione, senza però trovare il 56enne, che è stato rintracciato il giorno successivo. Nella casa è stata recuperata anche la pistola, per la quale è scattata la denuncia.

Le versioni in aula

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato il fratello dell’imputato, indicato come persona offesa. La sua ricostruzione ha in parte ridimensionato la vicenda: ha riferito di essere arrivato nell’abitazione dopo essere stato informato dalla moglie del 56enne della discussione in corso. Dopo un confronto verbale, sarebbe stato lui a colpire il fratello con uno schiaffo. In seguito, l’imputato sarebbe uscito e sarebbe rientrato con la pistola.

Il testimone ha inoltre dichiarato di essersi accorto subito che si trattava di una scacciacani e di aver afferrato la mano del fratello, abbassandola. La moglie dell’imputato ha fornito una versione diversa, negando sia il litigio con il marito sia di aver chiamato il cognato. Ha confermato, invece, che in quel periodo la coppia ospitava in casa un ragazzo marocchino e che il 56enne non era d’accordo. A suo dire, quando l’uomo è rientrato con la pistola, il fratello si è spaventato.

La sentenza è attesa nella prossima udienza. Il 56enne è assistito dall’avvocato Guido Priori.