Le intercettazioni effettuate in carcere che riguardano l’imprenditore Giovanni Cacciapuoti entrano nel fascicolo del processo sugli appalti nel quale l’uomo è imputato insieme ad altri professionisti. Al centro del procedimento c’è l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il materiale è stato depositato dal sostituto procuratore della Dda di Napoli Maurizio Giordano davanti alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il collegio è presieduto da Sergio Enea, con Norma Cardullo e Federica Gaia Cuccurullo come giudici a latere.
La decisione del collegio
Dopo il deposito delle conversazioni, i giudici hanno richiesto una perizia e disposto il conferimento dell’incarico peritale. L’obiettivo è esaminare il contenuto delle captazioni e gli elementi riferiti alla posizione di Cacciapuoti. La prossima udienza è fissata per il mese di dicembre.
Il procedimento riguarda alcuni appalti affidati a imprese riconducibili a Raffaele Pezzella e Tullio Iorio, ritenuti vicini al clan dei Casalesi secondo la ricostruzione della Procura distrettuale antimafia partenopea. Insieme a Cacciapuoti e ai due imprenditori è imputato anche Vincenzo Ferri.
Le origini dell’inchiesta
Le indagini sono partite dopo la maxi-inchiesta Medea, che aveva approfondito un presunto sistema di appalti collegato al clan. Gli accertamenti si sono poi concentrati sulle attività di Pezzella e Iorio, anche sulla base delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia.
Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Umberto Pappadia, Ferdinando Letizia, Alfonso Quarto, Claudio Sgambato e Domenico Cesaro. Il processo proseguirà dopo gli esiti dell’attività peritale disposta dal tribunale.