Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede nuove risorse per il prepensionamento dei giornalisti professionisti iscritti all’INPS, l’ente che dal 1° luglio 2022 ha assorbito la gestione previdenziale dell’ex INPGI. L’articolo 110, comma 3, autorizza una spesa di 6 milioni di euro all’anno dal 2027 al 2031, per un totale di 30 milioni.
La misura riguarda i giornalisti dipendenti di imprese editrici di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale, nei casi previsti dall’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 416/1981, cioè in presenza di situazioni di crisi o di riorganizzazione aziendale. Lo stanziamento costituisce un limite di spesa e incrementa le risorse già previste dall’articolo 41-bis, comma 7, del decreto legge 207/2008, successivamente aumentate da altri interventi.
Un finanziamento era già stato autorizzato per il 2026 e il 2027 dalla legge 174/2026, di conversione del decreto sulla pubblica amministrazione: rispettivamente 4,6 milioni di euro per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027. L’INPS ha inoltre comunicato l’avvio della definizione delle domande di prepensionamento presentate fino al 27 ottobre 2026.
Le risorse per l’editoria
La disposizione è inserita nell’articolo del disegno di legge dedicato al sostegno all’editoria. Una parte consistente delle risorse è destinata al credito d’imposta per l’acquisto della carta previsto dall’articolo 188 del decreto legge 34/2020: 34 milioni di euro per il 2027, 26 milioni per il 2028 e 6 milioni annui dal 2029 al 2031. La norma proroga inoltre per il 2027 e il 2028 il credito d’imposta sulla carta nella misura del 30%, con stanziamenti pari a 28 milioni per il 2027 e 20 milioni per il 2028.
Le misure sono contenute nella bozza del disegno di legge e potrebbero quindi essere modificate durante l’esame parlamentare.
Requisiti e condizioni aziendali
Le regole attuali sono stabilite dall’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 416/1981, dalla circolare INPS n. 10/2023 e dal messaggio INPS n. 3595/2023. Possono accedere al trattamento i giornalisti professionisti dipendenti delle imprese interessate, purché iscritti all’elenco dei professionisti dell’Ordine dei giornalisti. Il requisito contributivo è pari a 25 anni e 5 mesi.
I pubblicisti sono esclusi da questa disciplina e rientrano nelle regole previste per i poligrafici. Per questi lavoratori l’accesso è possibile quando mancano non più di cinque anni all’età per la pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni fino al 2026, quindi a 62 anni. Nel periodo 2027-2031 è previsto l’adeguamento alla speranza di vita: un mese in più dal 2027 e due mesi dal 2028.
Per l’azienda è necessaria la CIGS per riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, per una durata non superiore a 24 mesi. Sono invece escluse la causale di crisi aziendale e i contratti di solidarietà. Il lavoratore deve restare in cassa integrazione per almeno 90 giorni, condizione considerata soddisfatta con una permanenza di almeno tre mesi. Età e contribuzione devono essere maturate entro il periodo di CIGS autorizzato e l’ultima contribuzione deve risultare accreditata come CIGS finalizzata al prepensionamento.
Il messaggio INPS n. 3595/2023 prevede una deroga per chi aveva maturato il requisito secondo la prassi INPGI, con un giorno di CIGS al mese per tre mesi. È inoltre richiesto un piano aziendale che preveda un’assunzione ogni due prepensionamenti. Non può accedere chi ha optato per il sistema contributivo, perché questa scelta preclude il ricorso a requisiti diversi da quelli ordinari.
Dal momento della decorrenza, la pensione è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa subordinata o autonoma, svolta in Italia o all’estero. Il trattamento non è inoltre cumulabile con le prestazioni di disoccupazione.