Il 20 novembre la Cgil scenderà in piazza in tutta Italia. Ad Ascoli Piceno la mobilitazione avrà carattere territoriale: il corteo partirà da piazza Matteotti e raggiungerà piazza Simonetti. L’iniziativa nasce dalla volontà di portare all’attenzione le principali difficoltà economiche e occupazionali del Piceno, in un quadro segnato da vertenze industriali e dall’assenza, secondo il sindacato, di risposte condivise da parte delle istituzioni e della politica.
A illustrare le ragioni della manifestazione è Daniele Lanni, segretario provinciale della Cgil, che denuncia la mancanza di una strategia comune per affrontare le emergenze del territorio. Tra i casi più critici viene indicato lo stabilimento Beko di Comunanza, dove, secondo il sindacato, gli impegni assunti dall’azienda non sarebbero stati rispettati. La maggior parte dei lavoratori è uscita dall’organico e, sempre secondo la Cgil, non sarebbero in corso investimenti significativi per il rilancio del sito.
La vertenza Beko e le ricadute sul territorio
La crisi dello stabilimento, sostiene Lanni, non riguarda soltanto i dipendenti direttamente coinvolti, ma l’intero comprensorio di Comunanza. Le difficoltà dell’azienda avrebbero infatti conseguenze anche sulle attività commerciali della zona, che faticano a intravedere prospettive di sviluppo. La Cgil contesta inoltre quella che definisce una gestione basata sulla propaganda e richiama le precedenti iniziative pubbliche durante le quali era stato annunciato il salvataggio del sito produttivo.
Il sindacato sottolinea invece che la situazione resta complessa, con i lavoratori in cassa integrazione e gli investimenti dell’azienda concentrati, secondo quanto riferito, in Turchia. La mobilitazione chiede quindi misure per il rilancio dell’industria, sia a livello nazionale sia nel Piceno, criticando la contrapposizione tra diversi comparti produttivi invece di una politica industriale coordinata.
Le altre vertenze aperte
Nel corso dell’iniziativa saranno richiamate anche altre situazioni occupazionali. Per Hp Composites, azienda coinvolta in un accordo per la composizione concordata della crisi, la Cgil segnala alcuni elementi di miglioramento: nel primo trimestre dell’anno l’impresa avrebbe prodotto una significativa quantità di cassa e sarebbero arrivati nuovi ordini. Restano tuttavia da valutare i rientri dei lavoratori, nell’ambito di un percorso avviato da 18 mesi.
Tra le vertenze citate figura anche quella dell’Anffas di Grottammare, per la quale il sindacato auspica una soluzione. Lanni richiama inoltre le difficoltà del settore dei trasporti, aggravate dal costo del carburante. L’aumento delle spese colpisce agricoltori e marineria e, a cascata, anche braccianti e pescatori. Secondo la Cgil, le criticità non riguardano soltanto il Mezzogiorno, ma interessano anche le altre regioni. La manifestazione di Ascoli sarà dunque l’occasione per riunire in un’unica protesta le diverse emergenze del territorio.