Internazionale

Midterm Usa, il Pd cremonese esulta per la sconfitta di Trump

Virgilio e Piloni affidano ai social giudizi sul voto americano

La vittoria del Partito democratico alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti ha suscitato reazioni anche a Cremona e in provincia. I risultati, che hanno delineato una netta affermazione dei dem alla Camera e al Senato, sono stati commentati nelle prime ore del mattino da esponenti locali del Partito democratico attraverso i social network.

Il messaggio del sindaco

Tra i primi a intervenire è stato il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, che ha pubblicato sui propri profili la frase Il buongiorno si vede dal mattino. Il messaggio era accompagnato da una fotografia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dalla definizione di una batosta epocale per il presidente americano.

Il commento del primo cittadino cremonese sintetizza la lettura politica attribuita all’esito del voto: le elezioni di midterm sono state interpretate come una battuta d’arresto per l’amministrazione Trump e come un passaggio destinato ad aprire nuovi scenari nei rapporti tra la Casa Bianca e il Congresso.

Il commento di Piloni

Sulla stessa linea si è espresso Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd. Anche lui ha affidato ai social il proprio commento, pubblicando il messaggio Good morning America e aggiungendo l’auspicio che il risultato possa rappresentare l’inizio di qualcosa di buono.

Secondo il quadro riportato nell’articolo, il Partito democratico ha conquistato la maggioranza sia alla Camera sia al Senato. Alla Camera i dem erano indicati verso il superamento dei 240 seggi su 435, mentre il controllo del Senato sarebbe stato ottenuto anche grazie a vittorie in Stati considerati per lungo tempo roccaforti repubblicane, tra cui North Carolina, Texas, Kansas e Ohio.

L’esito delle elezioni di metà mandato apre così una nuova fase per la presidenza Trump. Nei due anni successivi, l’amministrazione avrebbe dovuto confrontarsi con un Congresso a guida democratica, in un contesto politico segnato da un rapporto più difficile tra la Casa Bianca e il Parlamento federale.