Le elezioni di midterm negli Stati Uniti hanno consegnato il Congresso ai democratici, infliggendo una pesante battuta d’arresto all’amministrazione del presidente Donald Trump e al Partito repubblicano. Sebbene i risultati definitivi non fossero ancora disponibili, secondo i dati riportati la Camera e il Senato risultavano nelle mani dell’opposizione.
Il voto e la reazione di Trump
Il risultato è stato interpretato come una bocciatura della gestione della guerra in Iran, dell’aumento dei prezzi dei carburanti e del carovita. Gli elettori americani avrebbero così punito le scelte dell’amministrazione, dando ai democratici il controllo del Congresso e rafforzando la loro presenza anche tra i governatori.
Trump ha annullato tutti gli impegni pubblici previsti e ha pubblicato sul proprio social network l’immagine di un cappellino da baseball con la scritta Veto. Il presidente ha tuttavia dichiarato di avere accettato l’esito del voto e di essere pronto a collaborare con i democratici. Ha inoltre assicurato che, nel resto del mandato, non avrebbe abusato del potere di veto previsto dalla Costituzione statunitense.
Seggi e risultati negli Stati
In base ai dati disponibili, alla Camera i democratici avevano conquistato 224 seggi, contro i 135 dei repubblicani. Al Senato i democratici risultavano a quota 54 seggi, mentre i repubblicani ne avevano 43. Tra i governatori, il conteggio indicava 25 esponenti democratici e 19 repubblicani.
Tra gli esiti più significativi viene segnalata la vittoria in Texas, considerato una roccaforte repubblicana, del giovane candidato e predicatore James Talarico, indicato come il primo democratico eletto al Senato nello Stato dal 1988. I democratici avrebbero inoltre conquistato il Kansas, dove Adam Hamilton sarebbe il primo esponente del partito eletto dal 1932.
In Michigan, invece, Abdel El-Sayed è stato indicato come il primo candidato musulmano eletto al Senato. I risultati hanno quindi modificato gli equilibri politici federali, in attesa della pubblicazione del quadro definitivo dei seggi.
Petrolio in lieve calo
Il voto si è intrecciato con l’andamento dei mercati energetici. I prezzi del petrolio risultavano in leggera discesa dopo il calo registrato nei due giorni precedenti. Il Wti, riferimento per gli Stati Uniti, segnava una flessione dello 0,09% a 96 dollari al barile, mentre il Brent, riferimento per l’Europa, arretrava dello 0,02% a 103,58 dollari.
Per valutare la tenuta del trend negativo sarebbe stato necessario attendere l’apertura delle Borse negli Stati Uniti e in Europa. L’evoluzione dei prezzi dei carburanti e del costo della vita resta uno degli elementi indicati tra quelli che avrebbero pesato sulle scelte degli elettori.