I Democratici hanno ottenuto una netta affermazione nelle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Secondo le proiezioni diffuse dai principali media americani, il partito avrebbe riconquistato sia la Camera sia il Senato, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli equilibri parlamentari degli ultimi due anni.
Alla Camera, le stime aggiornate indicano per i Democratici circa 255 seggi su 435, contro i circa 180 attribuiti ai Repubblicani. Al Senato, dove erano in palio 35 dei 100 seggi complessivi, il conteggio provvisorio assegna ai Democratici 52 rappresentanti contro 41 repubblicani. I numeri restano legati al completamento dei conteggi e alle poche sfide ancora aperte.
Il ribaltone negli Stati
La cosiddetta valanga blu avrebbe coinvolto anche territori tradizionalmente favorevoli al partito di Donald Trump. Tra gli Stati indicati dalle proiezioni figurano Texas, Iowa, South Carolina, North Carolina, Ohio, Maine e Kansas. Il Partito democratico avrebbe inoltre conquistato diversi incarichi locali, tra cui la guida di città e Stati considerati fino a poco tempo fa difficili da espugnare.
Resta invece in bilico il risultato in Michigan, dove tra i candidati democratici figura Abdul El-Sayed, esponente seguito con attenzione anche fuori dallo Stato. L’esito del voto nel Midwest potrebbe incidere sulla definizione dell’equilibrio complessivo, anche se il quadro delineato dalle proiezioni appare già favorevole ai Democratici.
Le reazioni di Trump
I principali network interpretano il risultato come un giudizio sui primi anni della seconda amministrazione presidenziale di Donald Trump. Prima dell’apertura dei seggi, il presidente aveva invitato i propri sostenitori a partecipare al voto come se la sua candidatura fosse direttamente sulla scheda, sostenendo che una forte affluenza del suo elettorato avrebbe garantito una vittoria repubblicana ampia.
Nel comizio conclusivo al Lincoln Memorial, Trump aveva inoltre attaccato i Democratici, affermando che una loro affermazione avrebbe favorito l’ingresso di comunisti e jihadisti nel Congresso. Dopo la diffusione delle prime proiezioni, il presidente ha cercato di prendere le distanze dall’esito, sottolineando che il suo nome non compariva sulle schede.
Trump ha poi attribuito il risultato anche agli effetti della guerra in Iran, indicandola come uno dei fattori che avrebbero influito sul giudizio degli elettori. Nel frattempo, le reazioni politiche e i commenti della stampa statunitense proseguono, mentre vengono verificati i conteggi definitivi e restano da assegnare alcuni seggi.