Piemonte

Consiglio regionale del Piemonte approva odg per la diffusione del termine “atefano” in Italia

L'iniziativa intende colmare una lacuna linguistica e culturale per dare un nome al dolore di chi perde un figlio

Consiglio regionale del Piemonte approva odg per la diffusione del termine “atefano” in Italia

Martedì 3 novembre 2026 il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza l’Ordine del giorno a prima firma del consigliere Franco Graglia per promuovere la diffusione del neologismo “atèfano”, che letteralmente significa “colui che è privato del proprio figlio”, o per analogia linguistica “un orfano di figlio”. L’atto intende colmare un vuoto lessicale e culturale riguardo alla condizione delle persone che hanno subito la perdita di chi hanno generato, non essendoci nella lingua italiana un vocabolo specifico che la definisce.

“Atefano”, Consiglio regionale del Piemonte approva odg

È stata l’Associazione di Promozione Sociale “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS” a dar vita al termine “atefano”, nato per crasi delle parole greche: “à-” (prefisso privativo), “té-” da “téknon” (“figlio”), parola che esprime affetto e legame, e “-fano”, da “orphanòs” (“privo”, “mancante”, “orfano”).

“Con questo Odg abbiamo voluto dare attenzione alle persone colpite da uno degli eventi più traumatici che si possano immaginare. Dare un nome al loro dolore significa renderle visibili, con l’auspicio che sempre più istituzioni facciano propria questa sensibilità e con l’obiettivo finale di garantire loro delle tutele”.

L’iniziativa era partita dalla Regione Liguria, che aveva accolto la proposta dell’associazione intitolata alla giovane. Anche in Piemonte alcune persone che hanno subito il lutto avevano espresso la necessità di un riconoscimento linguistico della loro condizione: tra loro lo scrittore Franco Zanet, ex dirigente scolastico dell’I.I.S. Norberto Bobbio di Carignano, e la moglie Brunella Margotta, ex dirigente scolastica dell’Istituto professionale Velso Mucci di Bra.

Con questo atto di indirizzo l’assemblea impegna la Giunta regionale a promuovere e diffondere il neologismo e farsi portavoce dell’istanza presso il Governo e le istituzioni nazionali, per favorire il riconoscimento formale e la diffusione uniforme del termine “atèfano” su tutto il territorio italiano.

Il consigliere Alberto Unia è intervenuto per sottolineare il valore della proposta:

“Quando si è toccati da una tragedia di questo tipo, è giusto che le persone che sentono l’esigenza di essere definite con un término vengano riconosciute”.