Il Governo prevede un’ulteriore riduzione di circa 7 mila unità tra docenti e personale ATA, secondo quanto denunciato da Vincenzo Guida, vicesegretario del Partito Democratico di Parma. L’esponente dem collega il provvedimento alle misure contenute nella legge di Bilancio e sostiene che il taglio si aggiunga a quello previsto dalla manovra 2025.
Nel complesso, afferma Guida, le riduzioni arriverebbero a 15 mila posti in meno. La posizione è stata espressa mentre, sempre secondo il dirigente del Pd parmigiano, migliaia di studenti sono scesi in piazza per chiedere maggiori risorse e strumenti per il sistema scolastico. Il riferimento è alle difficoltà che, nella sua valutazione, interessano la scuola pubblica italiana.
Le ricadute su orari e sicurezza
Guida definisce inaccettabili le decisioni dell’Esecutivo e sostiene che le conseguenze ricadrebbero innanzitutto su studenti e famiglie, oltre che sull’intero personale scolastico. Tra gli effetti indicati ci sono possibili ripercussioni sull’organizzazione degli orari scolastici, sulle attività di contrasto alla dispersione e sul recupero degli apprendimenti.
Nel suo intervento viene richiamato anche il ruolo del personale ATA nella gestione dei plessi. Una diminuzione degli addetti, sostiene il vicesegretario del Pd, potrebbe incidere sulla sorveglianza e sulla sicurezza degli edifici scolastici. La denuncia riguarda inoltre le condizioni delle strutture, per le quali, secondo Guida, sarebbero necessarie manutenzioni rilevanti in diverse aree del territorio nazionale.
La critica alla politica del Governo
Il rappresentante del Partito Democratico accusa il Governo di non avere affrontato il tema dell’edilizia scolastica nella manovra e interpreta la riduzione degli organici come un progressivo depotenziamento dell’istruzione statale. Nel suo intervento richiama il principio costituzionale di una scuola aperta a tutti e sostiene che le scelte adottate favorirebbero invece il sistema privato.
Guida conclude ribadendo il sostegno del Partito Democratico ai lavoratori della scuola e alle famiglie. Le valutazioni e i timori sugli effetti dei tagli sono contenuti nella presa di posizione politica e riguardano l’impatto che la riduzione delle risorse potrebbe avere sull’organizzazione dei servizi scolastici e sulla qualità dell’offerta formativa.