La consigliera comunale di Per il Bene Comune, Luisa Ciambella, ha presentato un’interrogazione urgente sulle procedure seguite dal Comune di Viterbo per l’affidamento dell’incarico di direttore scientifico e gestionale del Museo civico. Al centro della richiesta ci sono le modalità con cui è stato individuato il professor Antonio Rocca, incaricato fino al 31 dicembre 2028 per un compenso complessivo di 52 mila euro.
La richiesta di chiarimenti
Secondo quanto riferito dalla consigliera, l’amministrazione guidata dalla sindaca Frontini avrebbe proceduto all’affidamento diretto dopo una ricognizione interna e sulla base della disponibilità manifestata spontaneamente dal professionista, in seguito a una notizia pubblicata dalla stampa. Ciambella chiede quindi di verificare come sia stata garantita la parità di trattamento tra gli eventuali candidati.
La consigliera precisa che la contestazione non riguarda la professionalità della persona individuata, ma il metodo adottato dall’amministrazione. A suo giudizio, una notizia giornalistica non può sostituire un avviso pubblico, perché altri professionisti potrebbero non aver avuto la possibilità di conoscere ufficialmente l’opportunità e presentare la propria candidatura.
Con l’atto presentato al Comune, Ciambella domanda in particolare quali siano state le ragioni del mancato ricorso a una procedura pubblica, quali criteri siano stati utilizzati per la scelta del direttore, se siano arrivate altre candidature e quale documentazione amministrativa abbia portato all’affidamento. L’obiettivo è ricostruire tutti i passaggi della procedura e verificare il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e correttezza.
La riapertura dopo la chiusura
La presa di posizione arriva dopo la riapertura del Museo civico di Viterbo, rimasto chiuso per due anni e mezzo. Ciambella riconosce il valore della riapertura per la città, ma sostiene che il risultato non debba mettere in secondo piano le modalità con cui vengono assunte le decisioni amministrative.
Per la consigliera, la gestione del patrimonio culturale richiede particolare rigore e piena conoscibilità degli atti. L’amministrazione dovrà ora fornire, attraverso la risposta all’interrogazione, gli elementi relativi alla scelta del professionista e alla procedura seguita per l’incarico.