Tommaso Cerno, direttore del quotidiano il Giornale, è stato ospite della tradizionale cena dei Liberali Piacentini, organizzata al ristorante Olympia di Niviano. Al centro del suo intervento la convinzione che all’Europa servirebbe una figura politica paragonabile a Donald Trump, capace di assumere decisioni senza lasciarsi condizionare dai calcoli elettorali.
Il giornalista friulano ha difeso l’operato del presidente degli Stati Uniti, sostenendo che Trump, pur considerato da molti un politico imprevedibile, avrebbe dimostrato coerenza anche a costo di esporsi a possibili perdite nelle elezioni di midterm. Secondo Cerno, l’amministrazione americana avrebbe inoltre contribuito a contenere gli antagonismi alle democrazie in Sudamerica e a contrastare l’espansione della Cina.
Le critiche a Pechino e il ruolo dell’Europa
Nel corso della serata, Cerno ha espresso valutazioni molto dure sul modello cinese, descritto come una combinazione tra comunismo e sfruttamento del capitalismo per accumulare ricchezza e potere. Il direttore ha collegato la politica ambientale di Pechino alle ambizioni strategiche nell’area artica, sostenendo che lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe favorire il ruolo della Cina nelle nuove rotte internazionali.
Da qui il riferimento alla Groenlandia, territorio danese sul quale Trump ha manifestato interesse. Per Cerno, la vicenda avrebbe riportato l’attenzione sul ruolo dell’isola nel sistema europeo e sulla scelta, mai compiuta, di realizzare una base della Nato direttamente sotto responsabilità europea. Un passaggio dell’intervento è stato dedicato anche alla contraddizione che, a suo giudizio, caratterizzerebbe il liberalismo: dopo aver difeso per anni il diritto degli altri a esprimere opinioni diverse, oggi i liberali si troverebbero contestati proprio nella loro libertà di pensiero.
Israele, intelligenza artificiale e proteste
Tra gli altri temi affrontati, il giornalista ha citato la situazione politica di Israele, definito l’unica democrazia del Medio Oriente, sottolineando la presenza di partiti arabi nella competizione elettorale e la possibilità di tornare alle urne in caso di mancata formazione del governo. Cerno ha poi rivolto una critica alla politica italiana, richiamando i periodi di governo non direttamente scelto dagli elettori.
Spazio anche all’intelligenza artificiale e alla competizione tecnologica globale. Secondo Cerno, sei aziende, tre americane e tre cinesi, stanno determinando il futuro del settore e la Cina avrebbe tempi di sviluppo molto più rapidi rispetto ai Paesi occidentali. In merito alle manifestazioni, il direttore ha contestato lo sciopero del 30 ottobre, sostenendo che vi avrebbero partecipato numerose sigle sindacali contro una manovra economica non ancora esaminata.
La serata si è conclusa con un appello alla difesa dell’Italia e della libertà. In apertura, il presidente dei Liberali Piacentini Antonino Coppolino ha ricordato l’intenzione dell’associazione di mantenere l’appuntamento annuale, anche in memoria di Corrado Sforza Fogliani. Maria Antonietta De Micheli ha consegnato a Cerno il volume Il rivoluzionario liberale, dedicato al marito. All’incontro hanno partecipato rappresentanti politici e istituzionali del Piacentino, tra cui il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, amministratori locali e rappresentanti di Fratelli d’Italia e Forza Italia.