Philippe Jaenada ha vinto il Prix Goncourt 2026, il principale riconoscimento letterario francese. Lo scrittore e giornalista, 62 anni, è stato premiato oggi al ristorante Drouant di Parigi per il romanzo L’Inconnue du quai de Javel, pubblicato il 12 agosto da Flammarion.
Jaenada ha ottenuto sei voti, contro i tre assegnati a Sylvain Prudhomme, autore di De l’autre côté du lac, pubblicato da Minuit. L’annuncio è stato dato dalla presidente della giuria, Françoise Chandernagor, davanti ai giornalisti riuniti nella storica sede parigina del premio. Il riconoscimento è accompagnato simbolicamente da un’assegno di dieci euro.
Il caso al centro del romanzo
Il libro premiato ricostruisce un caso di cronaca nera risalente al settembre 1949. Il corpo senza vita di una giovane donna fu trovato lungo la Senna, sul quai de Javel, a Parigi. Il giorno successivo la vittima venne identificata come Louise Cansot, una delle modelle più celebri di Montparnasse.
Nonostante l’individuazione di quattro sospettati, l’inchiesta fu archiviata per mancanza di prove. Jaenada riprende il caso, rimasto irrisolto per decenni, attraverso una ricerca documentale e archivistica. Il romanzo combina indagine, ricostruzione storica e digressioni autobiografiche, elementi ricorrenti nella produzione dell’autore.
La carriera di Jaenada
Nato nel 1964 a Saint-Germain-en-Laye, nel dipartimento delle Yvelines, Jaenada ha esordito nella narrativa nel 1997 con Le Chameau sauvage, opera premiata con il Prix de Flore. Il libro è stato tradotto in italiano da Feltrinelli nel 2001 con il titolo Il cammello selvatico.
Nel corso della carriera lo scrittore si è concentrato progressivamente sulla ricostruzione letteraria di celebri casi giudiziari e di cronaca. Tra le sue opere figurano Sulak, del 2013, dedicato al rapinatore Bruno Sulak, e La Petite Femelle, pubblicato nel 2015. Tra i lavori più recenti ci sono Au printemps des monstres, del 2021, e La Désinvolture est une bien belle chose, del 2024. Per Jaenada si tratta di un nuovo riconoscimento dopo il Prix Femina ottenuto nel 2017 con La Serpe, incentrato su un caso di triplice omicidio avvenuto nel castello di Escoire.
L’edizione 2026 del Goncourt, la 124esima, aveva portato in finale anche Yannick Haenel con La solitude des professeurs est infinie e Clémentine Mélois con Choses que je croyais perdues. Tutti e quattro i finalisti erano pubblicati da case editrici appartenenti al gruppo Madrigall, che riunisce, tra gli altri, Gallimard, Flammarion ed Éditions de Minuit.