Sacrofano (RM)

Accoltello il cane Lupin, patteggia a due mesi e venti giorni di reclusione

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che aveva denunciato l’episodio e si era successivamente costituito parte civile

Accoltello il cane Lupin, patteggia a due mesi e venti giorni di reclusione

Due mesi e venti giorni di reclusione e 2.400 euro di multa, con sospensione condizionale della pena. È quanto disposto il 12 ottobre nei confronti di una donna imputata per il grave maltrattamento del proprio cane Lupin, ferito con un coltello a serramanico il 9 maggio 2023 a Sacrofano, in provincia di Roma.

Il procedimento si è concluso con l’applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’articolo 444 del Codice di procedura penale, il cosiddetto patteggiamento.

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che aveva denunciato l’episodio e si era successivamente costituito parte civile attraverso l’avvocata Claudia Ricci, sottolinea il significato del risultato giudiziario: una vicenda di particolare gravità che ha portato all’esercizio dell’azione penale e all’applicazione di una pena detentiva e pecuniaria.

La ricostruzione

I fatti risalgono al 9 maggio 2023, quando Lupin venne aggredito dalla propria proprietaria con un coltello a serramanico, riportando gravissime lesioni che resero necessario un intervento veterinario d’urgenza. A segnalare l’accaduto all’Enpa fu la sorella dell’imputata, preoccupata per l’incolumità del cane e per il rischio che potesse subire ulteriori aggressioni. Ricevuta la segnalazione, l’Associazione intervenne tempestivamente, denunciando l’episodio e chiedendo il sequestro dell’animale.

In questa fase si rivelò particolarmente importante la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, sviluppata nell’ambito del Protocollo d’intesa tra Enpa e Arma, che consentì di coordinare gli interventi necessari alla protezione di Lupin.

Il cane venne successivamente ceduto dalla proprietaria all’Enpa e preso in carico dall’Associazione che ne ha garantito la protezione e il percorso di recupero. Oggi Lupin si è ripreso e cerca una nuova famiglia. Dopo le gravi ferite riportate, Lupin ha seguito un percorso di cure e recupero che gli ha permesso di superare le conseguenze dell’aggressione.

Oggi il cane è completamente recuperato, ma per lui manca ancora un passo fondamentale: trovare una famiglia che possa accoglierlo e offrirgli una nuova vita. Lupin è infatti ancora in cerca di adozione. Dopo quanto ha vissuto, l’obiettivo dell’Enpa è garantirgli un futuro sereno, in una casa dove possa ricevere le attenzioni e l’affetto di cui ha bisogno.

Dopo l’intervento a tutela dell’animale, la Procura ha esercitato l’azione penale e disposto la citazione a giudizio dell’imputata per il delitto di maltrattamento di animali. Enpa si è costituita parte civile nel procedimento per sostenere anche sul piano giudiziario la tutela degli animali vittime di violenza.

All’udienza del 12 ottobre 2026 è stata applicata all’imputata la pena di due mesi e venti giorni di reclusione e 2.400 euro di multa, con il beneficio della sospensione condizionale. È stata inoltre disposta la rifusione delle spese legali in favore della parte civile.

L’Associazione evidenzia che il valore della decisione non risiede nell’aspetto economico, ma nell’effettività della risposta penale.

Il patteggiamento non equivale a una condanna pronunciata al termine di un dibattimento, ma comporta comunque l’applicazione di una sanzione penale. Nel caso di Lupin, il procedimento ha quindi avuto un esito giudiziario concreto, evitando che un episodio così grave rimanesse senza conseguenze.

Enpa e Carabinieri: dalla protezione del cane all’azione giudiziaria

La vicenda rappresenta anche un esempio dell’importanza della collaborazione tra associazioni di protezione animale e forze dell’ordine.

Il Protocollo d’intesa tra Enpa e Arma dei Carabinieri ha costituito il riferimento per un intervento coordinato che, partendo dalla segnalazione di una cittadina, ha permesso di attivare gli strumenti di tutela, mettere al sicuro il cane e accompagnare la vicenda fino al procedimento penale.

«Il caso di Lupin dimostra quanto sia importante intervenire subito quando si viene a conoscenza di una violenza sugli animali», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale Enpa. «Grazie alla segnalazione ricevuta e alla collaborazione con i Carabinieri, siamo riusciti a proteggere Lupin e a garantirgli un percorso di recupero. Ma era altrettanto importante che quanto accaduto avesse una risposta sul piano giudiziario. La tutela degli animali deve tradursi in interventi concreti e nell’applicazione delle norme previste contro i maltrattamenti».

Per Enpa, il caso conferma anche il valore delle segnalazioni da parte di chi assiste a episodi di violenza o viene a conoscenza di situazioni di pericolo per gli animali.

La decisione della sorella dell’imputata di rivolgersi all’Associazione ha infatti consentito di attivare un percorso che ha avuto come primo obiettivo la sicurezza di Lupin e che si è successivamente sviluppato sul piano giudiziario.

«La protezione di un animale vittima di violenza non termina quando viene messo al sicuro», conclude D’Angelo. «Occorre anche fare in modo che i fatti vengano accertati e che le norme penali siano applicate. Continueremo a lavorare in questa direzione, al fianco delle istituzioni e delle persone che scelgono di non voltarsi dall’altra parte».

La storia di Lupin racconta così un percorso che unisce soccorso, tutela e giustizia. Ora, dopo il completo recupero, resta da raggiungere l’ultimo obiettivo: trovare per lui una nuova famiglia.