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Condannato a 15 anni, i legali valutano l’impugnazione

Il diciannovenne aveva ammesso le proprie responsabilità e collaborato con gli inquirenti.

Il 19enne è stato condannato a 15 anni di carcere per violenza sessuale, rapina e lesioni, tutti reati aggravati. Il giovane aveva riconosciuto le proprie responsabilità davanti al giudice e, secondo quanto riferito dai suoi avvocati, aveva collaborato durante le indagini, contribuendo anche a far rinvenire i corpi di reato.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesca Corsi ed Enrico Fontana, ha preso atto della decisione e attende di conoscere le motivazioni prima di stabilire se presentare impugnazione. I legali hanno definito la pena significativa, pur riconoscendo la gravità dei fatti, mai contestata dall’imputato.

Le valutazioni della difesa

Secondo i difensori, la scelta di ricorrere contro la condanna dovrà essere esaminata anche alla luce della normativa vigente. In caso di mancata impugnazione, hanno spiegato, è previsto uno sconto di pena pari a un sesto. La difesa riteneva che una maggiore considerazione degli aspetti soggettivi e psicologici del giovane, emersi dalla perizia disposta dal giudice e dalla consulenza di parte, potesse condurre a una pena più contenuta.

Gli avvocati hanno inoltre indicato come elemento favorevole il fatto che il giudice, allo stato, non abbia accolto la richiesta della parte civile di trasmettere gli atti alla Procura per l’ipotesi di tentato omicidio. La richiesta era stata avanzata nel corso del procedimento.

La condizione personale

Nel corso della discussione finale, la difesa aveva richiamato il comportamento tenuto dall’imputato durante il procedimento, sottolineando la collaborazione prestata agli investigatori. I legali hanno anche descritto il giovane come una persona fragile e riferito che aveva tentato il suicidio in carcere subito dopo i fatti.

La difesa aveva chiesto il riconoscimento della semi-infermità, richiesta che non è stata accolta. Per valutare l’eventuale ricorso sarà quindi necessario attendere il deposito delle motivazioni della condanna.