Livorno (LI)

Occupato il liceo Cecioni: studenti in protesta a Livorno

I ragazzi chiedono sicurezza, supporto psicologico e confronto istituzionale dopo il blocco degli ingressi.

Il liceo Cecioni di Livorno è stato occupato dagli studenti, che nella mattinata hanno bloccato gli accessi alla struttura con dei lucchetti. La mobilitazione si inserisce nel quadro delle proteste portate avanti dai giovani in diverse città italiane anche dopo il 30 ottobre. Una volta entrati nell’edificio, i ragazzi hanno impedito il regolare ingresso del personale scolastico e hanno annunciato l’intenzione di proseguire l’iniziativa fino a quando non riceveranno risposte considerate soddisfacenti.

Il dirigente scolastico Rino Bucci ha spiegato che, al suo arrivo intorno alle 8, è riuscito a entrare nell’istituto e a confrontarsi con gli occupanti. Il preside ha proposto di trasformare l’occupazione in autogestione, richiamando le responsabilità legate alla gestione della scuola in una situazione di questo tipo. La proposta, tuttavia, è stata respinta dagli studenti, che hanno scelto di mantenere la forma di protesta già avviata.

Le richieste alla Provincia

Alla base dell’iniziativa ci sono alcune richieste rivolte alla Provincia e riferite alle condizioni della scuola e alla vita quotidiana all’interno dell’istituto. Tra i punti indicati dai ragazzi figurano il riadattamento del piano di evacuazione, da aggiornare in base agli accessi attualmente disponibili, e l’istituzione di uno sportello psicologico gratuito e stabile per l’intera durata dell’anno scolastico.

Gli occupanti chiedono inoltre il divieto di perquisizioni a carico del personale scolastico e contestano lo svolgimento di attività che prevedano il coinvolgimento delle forze dell’ordine o dell’esercito. Si tratta, secondo quanto emerso durante la protesta, di questioni che gli studenti considerano parte di problematiche più ampie riguardanti il sistema scolastico e il rapporto tra istituti, autorità e comunità studentesche.

Il confronto atteso

Durante la notte gli studenti hanno deciso di rimanere all’interno dell’edificio. Arianna Brondi, rappresentante d’istituto, ha riferito che portare avanti l’occupazione a oltranza sarà difficile, ma che la mobilitazione continuerà fino a un eventuale riscontro da parte della Provincia. Un incontro potrebbe svolgersi il 5 novembre: in quella sede gli studenti valuteranno se proseguire o interrompere l’iniziativa sulla base delle risposte ricevute.

La mobilitazione del Cecioni ha raccolto il sostegno del collettivo Scuola di Carta e di Potere al Popolo Livorno. Il partito ha espresso solidarietà agli studenti e rilanciato il messaggio della protesta, sintetizzato nello slogan secondo cui le risorse dovrebbero essere destinate alla scuola e non alla guerra.