Esu Padova installerà 21 defibrillatori entro il 2028

Il piano coinvolge residenze, mense e sedi amministrative, con corsi BLSD per 60 tra studenti e dipendenti.

Rendere più sicuri gli spazi della vita universitaria e diffondere la cultura della cardioprotezione tra studenti e personale. È l’obiettivo di Esu azienda cardioprotetta, il progetto promosso da Esu Padova con il sostegno del Rotary Club Padova e la collaborazione della Croce Rossa Italiana di Padova. L’iniziativa è stata presentata il 3 novembre 2026 durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i presidenti dei tre enti coinvolti.

Il programma prevede l’installazione di 18 defibrillatori automatici esterni in una prima fase: 14 saranno collocati nelle residenze universitarie, due nei poli della ristorazione e altri due nelle sedi amministrative di Esu Padova. Entro il 2028 sono previsti ulteriori tre dispositivi, destinati a residenze interessate da lavori di ristrutturazione. Al termine, le postazioni saranno complessivamente 21.

Dispositivi in residenze e mense

Attualmente sono già stati installati due Dae. L’investimento iniziale di Esu Padova ammonta a circa 35mila euro, mentre il Rotary Club Padova ha contribuito all’avvio dell’iniziativa donando i primi due apparecchi. I dispositivi saranno distribuiti nei poli della ristorazione Nord Piovego, a Padova, e Agripolis, a Legnaro, che registra circa 3.600 accessi giornalieri, oltre che nelle sedi amministrative di via Ospedale e via San Francesco.

Le 14 residenze interessate nella prima fase sono Colombo, Copernico, Ceccarelli, Nord Piovego, Fusinato, Cornaro, Goito, Galileo Galilei, Carli, Nievo, Gattamelata, Agripolis e Minio a Padova, insieme alla residenza San Raffaele di Vicenza. Le strutture ospitano complessivamente 1.665 studenti. I tre ulteriori defibrillatori saranno installati nelle residenze Missioni Africane, Tartaglia e San Silvestro, a Vicenza, quando saranno conclusi i lavori e riattivati gli alloggi.

Formazione per 60 partecipanti

Il progetto comprende anche un percorso di prevenzione e formazione. Nella fase iniziale saranno coinvolte 60 persone: 30 studenti volontari, scelti prioritariamente tra i residenti delle strutture universitarie, e 30 dipendenti di Esu. L’obiettivo è creare una rete in grado di intervenire in caso di emergenza e di utilizzare correttamente le apparecchiature.

I corsi BLSD, dedicati alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso del defibrillatore, saranno organizzati dal Comitato padovano della Croce Rossa Italiana. Gli istruttori accreditati dell’associazione metteranno a disposizione competenze e dotazioni didattiche per la formazione e la certificazione dei partecipanti.

Il presidente di Esu Padova Giuseppe Maschera ha sottolineato che il diritto allo studio comprende anche il benessere fisico e psicologico degli studenti. Per Stefano Lupi, presidente del Rotary Club Padova, l’iniziativa rappresenta un collegamento tra la solidarietà del territorio e la comunità universitaria. La presidente della Croce Rossa Italiana di Padova Anna Maria Pirajno ha infine evidenziato il valore della preparazione degli studenti e del personale alle procedure di primo soccorso.